Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

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EXTRAordinario Testi critici: EXTRAordinario

EXTRA-ordinario non è un titolo a caso né un termine ad effetto. EXTRA-ordinario è, fondamentalmente, un sentire che ruota intorno ad un'operazione culturale che nasce da una visione del mondo e dalla sua architettura e ordisce, al tempo stesso, un ordine di valori "liquidi"


Andata e Ritorno, Sislej Xhafa

S'intende per liquidità quella fenomenale capacità di fusione, intuita dal filosofo Zygmunt Bauman, che la nostra modernità dovrebbe ricercare nel coniugarsi, rimodellarsi, riforgiarsi in nuovi modelli di interazione con la realtà. Come sostiene Bauman, infatti, "I poteri di liquefazione sono passati dal "sistema" alla "società", dalla "politica" alla "politica della vita", oppure sono scesi dal livello "macro" a quello "micro" di coabitazione sociale. Di conseguenza , il nostro è un tipo di modernità individualizzato, privatizzato, in cui l'onere di tessere l'ordito e la responsabilità del fallimento ricadono principalmente sulle spalle dell'individuo". Da ciò ben s'intuisce quanto il sistema di valori istituzionali venga completamente svuotato dal loro stesso esistere o meglio dalla loro inetta sopravvivenza in un processo di trasformazione della società. E' chiaro che, in questo momento, ciò che sopravvive all'incapacità istituzionale di gestione della società e alla perdita di valori collettivi è la volontà del soggetto di rappresentarsi come micro-comunità, relazionandosi a forme e pratiche di azione collettiva piú parcellizzata e frammentaria, responsalizzandosi individualmente e creando strategie di interferenza ai poteri costituiti.


Visibili e indivisibili, Andrea di Marco


I movimenti "No Global", oggi, indicano una alternativa alla politica internazionale nell'analisi del reale. Lo scollamento tra società e potere è acuito da altre forme, meno pubbliche, ma non meno intense. Oggi, piú che mai, è quel livello "micro" rilevato da Bauman che interagisce con il reale, che vuole mofidicarlo, che si sottrae all'alienazione rappresentativa delle istituzioni , che spezza l'agonia del non sentirsi soggetto pensante e che opta per un agire alternativo. 
EXTRA-ordinario è un progetto che nasce da questa certezza avendo analizzato le conflittualità che il territorio catanese offre nella sua flagranza. E' nell'affermazione di una concezione del mondo antitetica a quella dell'establishment che avviluppa una operazione che, simile ad un ordito, ne avvicenda valori e oggetti in una fenomenologia intricata di rimandi e liaisons.
Rovesciare le antinonie è forse l'unica strategia per ridare un senso al mondo. Con le armi inoffensive dell'arte. Poiché di questo si tratta. Con la convinzione che i gesti minimi, diremmo "micro", come quello di Catania possono indurre alla ripetizione. L'individuazione di un campo sociale complesso e ricchissimo come quello etneo, ma che si inserisce in una rete globale di geometrie urbane e sociali altrettanto caotiche e vibranti, può essere la macchina trainante di una rimappatura di geografie dell'essere. E' l'essere, infatti, il centro catalizzatore di una diversa prospettiva comunitaria che scavalca classi, categorie, etnie. Bandendo ogni forma di preclusione e razzismo, l'essere comunitario, fonde il suo stesso pensiero e la sua stessa vita con ciò che di differente e di simile incontra sviluppando nuove ipotesi d'esistenza. Al tempo stesso forgia dei nuovi modelli di esistenza commisurati a bisogni e desideri, ad umori e sinergie propri rovesciando schemi e ordini precostituiti. Da questa analisi nasce l'idea di commisurare proprietà estetiche e valori culturali differenti fondendo un crogiolo di esistenze che, all'unisono, riperimetrano specificità e problematiche identitarie. L'idea di realizzare nella Casa-Museo Stesicorea dei lavori che nascono dalla collaborazione tra artisti e comunità etniche presenti nella città, si articola in una polimorfia sensitiva e oggettuale che diventa l'atto finale di un processo metamorfico.


Belongings 2002, Bianco - Valente


La Casa-Museo Stesicorea, infatti, per sua natura scavalca quell'idea museale di congelamento oggettuale che solitamente contiene nella sua dimensione piú classica per inseguire una idea "liquida". Quello appunto di Museo delle Culture. Anche in questo caso ha una sua specificità che la fa differire dalla tradizione espositiva. Qui, ciò che domina, in una perimetria devastantemente sfavillante, è il sentire comune di ciò che è altro da noi. Qui è l'interconnessione fra il sé e l'altruità che diventa rappresentazione, che relaziona gli sguardi, che sintonizza gli umori e crea un humus assolutamente inedito. EXTRA-ordinario, infatti, vuole uscire dagli stereotipi culturali, dalle "costruzioni immaginarie", dall'esotismo e dall'etnicismo occidentale, abbarbicato su cliché obsoleti e facili su cui culture cosí lontane ma cosí vicine sono in pieno fermento. Si vogliono decristallizzare i luoghi comuni, quelli che una visione colonialista ed eurocentrista hanno perpetrato per decenni e sulla quale, ancora, arroga egemonie e falsi imperi. Si vuole uscire dall'uso e dall'abuso del multiculturalismo come prodotto dell'industria culturale. Si desidera, intensamente, riposizionare incroci e contrappunti culturali riattualizzandone i fenomeni di trasformazione. Si intende ridare corpo e voce alla fluidità delle loro fenomenologie e alla trasmigrazione di simboli e ritualità. Al tempo stesso, si ritraccia un orizzonte meticcio, in cui differenze e alterità si intrecciano fra loro, dando vita a nuove costellazioni. Gli artisti selezionati (Guido Schlinkert, Marco Samorè, Agnese Purgatorio, Sislej Xhafa, Stalker, Bianco e Valente) per specificità proprie, navigano in una rete di priorità che li avvinghia ad un prisma di sentimenti e di interessi verso ciò che di complesso si distribuisce nel reale. Per potenzialità proiettive e alterne, ogni artista, sviluppa una ricerca che indaga le problematiche dell'identità: quelle che declinano un io in costruzione e quelle che la metropolizzazione del soggetto ripone tra il sé e la dimensione del territorio che attraversa. Per Schlinkert la spinta è data da una ossessione conoscitiva, quasi antropologica, per Samorè è la smania di zoomare nei dettagli e nelle cose per risalire all'essere, nella Purgatorio è l'ibridazione tra culture, in Xhafa è la determinazione di scrutare la marginalità, la clandestinità e ricodificarne i termini, negli Stalker è la ricompattazione tra soggetto e paesaggio, tra io e architettura, in Bianco e Valente è la traslazione elettronica del dato e la riconiugazione del soggetto.


Alcuni oggetti in meno, Marco Samorè


Un panorama che differisce per formalità e modalità di elaborazione ma che, in sostanza, enuclea la stessa pulsione indagativa. L'anarchia con cui Antonio Pesti, l'ardito committente, architetta EXTRA-ordinario, esulando da ditkat istituzionali, scardinando burocrazie e interessi di potere politico e rischiando individualmente su una ipotesi culturale stringe il cerchio intorno a un orizzonte di valori forse rischiosi ma imprescindibili. Antonio Presti individua, in una sorta di "primato della bellezza", il valore su cui far confluire dissonanze e conflittualità del vivere contemporaneo. La bellezza evocata è un provocatorio eufemismo. Il suo concetto, come categoria estetica, in piena modernità, fuoriesce dalle teorie standardizzate che presumevano schematismi rigidi. Piuttosto è una bellezza che si dilata e si trasforma nella sua liquidità e convoglia in sé un senso etico piú profondo. Giustamente Remo Bodei rimarca la sua poliedricità enucleando le "forme del bello" come processo di svuotamento del canone prefissato nella classicità e il suo sviluppo in varianti e variabili che si legano alla distonia del reale. E' quel bello che rovescia il suo tradizionale senso di equilibrio e di misura e che afferma il suo contrario in quel senso imponderabile, alogico e indeterminato. Un bello che si ritrova nel disequilibrio, nel caos, nella disarmonia. E' l'atto di ribaltamento delle categorie, la fuga dalla schematizzazione di teorie e il riposizionamento delle centralità.


Agathos, Massimo Siragusa


Ciò che è considerato periferico diventa cuore, ciò che è cuore diventa una sua articolazione funzionale. Ciò che è ordinario diviene Extra e viceversa. Cosí Librino, periferia cittadina, lasciata da decenni di malgoverno ad un degrado degno delle favelas di San Paolo del Brasile, diviene centro di interesse sociale e etico, cosí le micro comunità etniche intese, ancora, come differenze, divengono soggetto integrato . 
Ma orbitiamo a sud. Quaggiú e non altrove si convive con una telluricità infuocata, si assiste a sommovimenti e scosse che spaccano e risucchiano le certezze, non solo i monumenti. Quaggiú e non altrove si addensa la polvere di lava che può ricoprire e seppellire stantie illusioni e anacronistiche pretese. Quaggiú e non altrove si intuisce che un vulcano fascinoso e infido sembra voler azzerare quel limbo immaginario in cui si trastulla una diffusa cecità.
Teresa Macrì


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Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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