Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

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Fiumara d'Arte: la vicenda giudiziaria

 

INTERVISTA AD ANTONIO PRESTI

D. - Lei è conosciuto ormai in tutto il mondo per aver realizzato negli anni ’80, nel territorio tra Tusa e Santo Stefano di Camastra, la Fiumara d’Arte, il più grande museo all’aperto d’arte contemporanea d’Europa. Come è nata l’idea di disseminare imponenti sculture lungo il greto di un fiume asciutto, nel territorio di diversi comuni siciliani?

R. -  Fiumara d’Arte nasce dal desiderio di fare un omaggio alla Sicilia, a quella Sicilia contemporanea che, scegliendo la via della bellezza, decide di rappresentare l’impegno civile ed estetico dell’uomo con un proprio presidio.

Fiumara nasce su terreni demaniali non per caso, ma per una precisa scelta politica, perché io non ho mai voluto possedere l’opera ma soltanto l’idea. In una società in cui tutto è al servizio del denaro ed è subordinato al possesso dei beni, il primo atto di rinuncia in grado di sublimare la materia rispetto all’opera d’arte è proprio la bellezza, perché essa può manifestarsi anche soltanto come idea, come puro pensiero.

Il valore del dono sta nella sua condivisione, fin dall’inizio Fiumara d’Arte è stata condivisa dal pubblico, affermata nella sua esistenza da migliaia di visitatori provenienti da ogni continente. Oggi Fiumara è uno dei luoghi più visitati del mondo, per la sua contemporaneità e coerenza, per il suo calarsi nel paesaggio senza sconvolgerlo. Ma questo spirito di condivisione non è stato per lunghi accettato dalle istituzioni: solo dopo una battaglia ventennale il parco della Fiumara d’Arte è stato riconosciuto “patrimonio artistico della Regione Siciliana”, affermando il valore artistico- culturale delle sculture e accettando simbolicamente il dono.

 

D. – Cosa rappresenta Fiumara d’Arte per il territorio?

Ho voluto creare una sorta di circuito d’arte che non fosse costretto entro luoghi definiti, nel chiuso dei musei, subordinato al pagamento di un biglietto e all’orario delle visite. Il mio desiderio era quello di portare l’arte per strada, renderla visibile e accessibile a tutti, farla entrare nel quotidiano di ognuno. Così, mentre una persona guida può voltarsi a guardare il mare e ammirare il Monumento ad un poeta morto di Tano Festa, o più in là l’opera di Consagra. Volevo creare una sorta di contro-museo, unico nel suo genere, che potesse diventare un volano per lo sviluppo turistico ed economico dell’intero comprensorio. I comuni della Fiumara d’Arte oggi fanno parte di un percorso artistico-culturale che coniuga la bellezza della natura con quella delle opere monumentali.

Con la recente apertura dell’autostrada Messina-Palermo Fiumara si candida altresì a diventare la punta di diamante di un turismo di qualità. Non parlo di statistiche, numeri, previsioni, cose lontane dalla realtà. Mi riferisco alle centinaia di pullman di turisti che ogni anno visitano le opere di Fiumara. Questa è la dimostrazione concreta che l’arte non solo rappresenta la bellezza, ma può essere un motore di sviluppo economico per tutto il territorio. Tanto più che Fiumara d’Arte oggi è presente in tutte le guide, nelle antologie scolastiche e nei manuali degli istituti d’arte, oltre ad essere argomento di centinaia di tesi di laurea di diverse facoltà. Essa rappresenta un valore assoluto per il pubblico che l’ha scelta e la sostiene.

D. – Oggi assistiamo alla gioia di un riconoscimento, anche istituzionale, della storia 25ennale della Fiumara, ma non possiamo dimenticare che questa storia ha dovuto affrontare anni di negazioni e di rifiuti. Secondo lei Fiumara d’Arte è stata osteggiata per motivi politici?

R. - In venticinque anni, da quando è nata Fiumara d’Arte, si sono avvicendate tutte le espressioni partitiche, destra, sinistra, centro. Non è stata una questione di partito - la cultura non ha, e non può avere, colore né partito - ma di quella politica che non ha promosso il valore della cultura, del pensiero, della  pittura, della filosofia, della musica.

Allo stesso modo ora il riconoscimento del museo a cielo aperto della Fiumara d’Arte non è una vittoria di potere, ma una vittoria della cultura, una vittoria di tutti quelli che hanno creduto nella Fiumara ed hanno lottato perché l’utopia della bellezza non venisse travolta dalla sterile applicazione di quei codici del diritto per cui ieri la Fiumara era da abbattere e oggi da salvare e salvaguardare. 

 

D. – Nel 2005 abbiamo assistito alla “chiusura” della Finestra sul mare di Tano Festa. A distanza di due anni assistiamo invece alla sua “riapertura”: cosa simboleggiano le due apparentemente opposte manifestazioni?

R. - Sottrarre l'opera allo sguardo del pubblico è stato un gesto di grande impatto emotivo per affermare l'esistenza della scultura come pensiero, anche a prescindere dalla materia. Il gesto rappresentava allora la risposta al disinteresse, alla “politica del rifiuto” appunto, mostrata dalle Istituzioni nei confronti dell’arte e della cultura. Far calare un velo con la parola chiuso in tutte lingue, significava impedire e interrompere la vista dell’opera per salvarla dal disfacimento e conservarla nell’immaginario del pubblico intatta. Un atto così forte, che diventava esso stesso fatto artistico.

La riapertura dell’opera oggi significa, da un lato riconciliare il valore simbolico della scultura con il suo aspetto materiale, dall’altra il riconoscimento del parco scultoreo da parte delle istituzioni. 

Fiumara nasce come dono al pubblico di tutto il mondo che l’ha condivisa e l’ha vissuta.

Alla manifestazione della “chiusura” aderirono migliaia di studenti, artisti, critici e giornalisti, riversati in massa sotto la scultura per protestare contro l'incuria dello Stato. Oggi, dopo 25 anni di storia della Fiumara d’Arte, sono felice di poter festeggiare insieme a tutti coloro che mi hanno sostenuto nei momenti di difficoltà questa grande vittoria dell’arte e della cultura.

Da questo momento comincia la storia “istituzionale” di Fiumara, le sculture, in quanto facenti parte di una collezione, acquisiscono finalmente il diritto alla tutela. E sempre dalla Finestra sul mare comincia idealmente il percorso che porterà nel più breve tempo possibile ad intervenire col restauro per bloccare il degrado di tutte le opere, ripristinarne la fruibilità e la leggibilità e quel rapporto/dialogo tra opera e fruitore, in verità mai interrotto.

 

D. – Alla manifestazione seguirà il convegno “Conservazione e progettazione”: sarà questo il momento conclusivo di un percorso che dopo 25 anni è finalmente arrivato alla sua consacrazione?

Non voglio parlare di conclusione, e quindi di “raccolto”, ma piuttosto di nuova semina.

Fiumara d’Arte non può chiudersi nel processo a breve termine della storicizzazione: la conservazione delle opere, per quanto necessaria, non rappresenta un punto d’arrivo, ma la possibilità di proiettarsi nel futuro attraverso una nuova progettazione. 

L’intervento congiunto di importanti esponenti nel campo del restauro e di giovani critici d’arte ed artisti, affermerà il principio che solo legando la conservazione alla progettazione si può affermare e continuare a tenere vivo il valore del contemporaneo.

L’idea  del segno è veicolo di senso e quindi solo continuando a produrre segni si consolida il rapporto tra opera d’arte e spettatore.

Per questo in concomitanza con il restauro della scultura di Tano Festa presenterò tre nuove camere d’arte dell’Atelier sul mare e a conclusione del convegno annuncerò la costituzione della Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’arte. È già pronto il programma delle attività 2007/2008:  l’intervento di restauro sul Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini, la realizzazione di tre nuove sculture monumentali all’aperto nei comuni di Motta d’Affermo, Pettineo e Santo Stefano di Camastra e la creazione di tre nuove camere d’arte presso l’Atelier sul mare.

La Fondazione avrà tra i suoi  obiettivi  anche quello di creare una collaborazione con le Università, le Accademie e le Istituzioni preposte alla tutela, affinché Fiumara d’Arte diventi officina attiva, luogo vivo in cui le nuove generazioni possano educarsi e formarsi al valore dell’arte e di un impegno etico di “devozione alla bellezza”, che sarà loro compito portare avanti.

 

D. - La bellezza salverà il mondo?

R. - La bellezza non salverà il mondo, ma può offrire quell’emozione e quello stupore che gli uomini hanno rifiutato per inseguire falsi valori della nostra contemporaneità.

 


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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antoniobonanno
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Associazione Fiumara d'Arte
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