Progetto generale Fiumara d'Arte
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Un chilometro
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gennaio-marzo 2006

UNA LEGGE PER LA FIUMARA D’ARTE

 

Dovevano essere distrutte, erano abusive, deturpavano il paesaggio e oggi diventano patrimonio istituzionale salvaguardato. Con l’emanazione ,di una legge la Regione Sicilia ha riconosciuto il patrimonio artistico della Fiumara d’Arte e ha stanziato un finanziamento annuale di euro 70.000 per la sua manutenzione e valorizzazione. Un risultato importante dopo anni di processi, condanne e disinteresse.

La storia della Fiumara comincia a metà degli anni Ottanta. La prima opera, La materia poteva non esserci, di Pietro Consagra, data al 1986. Sono passati circa vent’anni. Quelle sculture, e con loro l’ideatore di quel progetto, Antonio Presti, hanno un trascorso giudiziario “esemplare”, che rispecchia fin troppo bene la tradizione deteriore della giustizia italiana ma testimonia anche come il nostro paese, ad oggi, non abbia ancora acquisito l’arte contemporanea come valore. In Italia l’arte continua a non essere vissuta come una necessità, anche se proliferano le iniziative, anche se nelle realtà territoriali più facoltose si fa a gara per accaparrarsi questo o quel nome di grido della scena internazionale.

Mentre invece è proprio la convinzione della necessità dell’arte come necessità etica che ha sostenuto in questi due decenni l’ex imprenditore Presti in una battaglia estenuante per il rispetto della dignità; dignità in primis delle opere della Fiumara e dei loro autori, e poi di tutta quella sfera di persone che intorno a quei valori ancora si riconoscono. “Quando il pensiero si mobilita è possibile raggiungere la meta” ha affermato recentemente a proposito dell’emanazione della legge regionale. E il nodo è qui; pensiero, bellezza e etica sono parti di uno stesso corpo che, paradossalmente, non si riesce a tenere integro. E la battaglia in nome della “bellezza” che egli ha continuato a portare avanti in questi anni a Catania e a Palermo attraverso due progetti ambiziosi, uno per il quartiere dl Librino e l’altro per il fiume Oreto, va letta in questi termini. Negli stessi termini in cui andrebbe condotta in Italia la difesa dell’arte contemporanea, evitando che la sua acquisizione a valore possa rischiosamente procedere solo sotto la forma dello status symbol o, peggio ancora, dentro la logica del supermarket.

Il progetto della Fiumara d’Arte - come è ormai noto data la pubblicistica che ha costantemente informato sugli sviluppi del “caso” proprio per la paradigmaticità che esso ha sempre espresso da più punti di vista - consta di sette interventi permanenti realizzati tra il 1986 e il 1989 da Tano Festa, Pietro Consagra, Antonio Di Palma, Piero Dorazio/Graziano Marini, Italo Lanfredini, Hidetoshi Nagasawa, Paolo Schiavocampo. Una rosa di nomi che lascia emergere il proposito con il quale il parco del messinese era stato concepito: portare in Sicilia artisti di sicura notorietà, legare il paesaggio e la storia dell’isola agli sviluppi della cultura artistica contemporanea, ma anche mettere in dialogo quella che allora rappresentava la giovane generazione di artisti siciliani con la più affermata scena italiana. L’incalzare dei processi, l’altalena delle condanne e delle assoluzioni, ha bloccato la crescita di quel disegno, che per la Sicilia rappresentava non solo un momento speciale sul piano artistico-ambientale - e quindi anche turistico, come oggi riconosce la Regione -, ma significava soprattutto alimentare, serrare, il rapporto di quell’area, e in generale di tutta l’isola, con il procedere del dibattito e della produzione artistica attuali. Cosa che in parte è avvenuta altrove, a Palermo soprattutto, ma sempre con difficoltà insormontabili, e poi più sotto forma di passaggi occasionali, di momenti espositivi, che sotto forma di radicamento in un territorio. Insomma, la stasi forzata di Fiumara (così come d’altronde, per altri motivi, la stasi di quell’esperienza pilota che fu Gibellina), che aveva intorno a sé l’appoggio della comunità artistica nazionale (quella che si è mobilitata negli anni per la sua difesa) e che era pronta a coinvolgere presenze forti della scena internazionale, è stata una indubbia perdita.

Comunque, sicuramente questa legge apre un nuovo capitolo e senz’altro si può parlare di una vittoria. Vittoria, come dice Presti, di una generazione che non vuole essere più anti ma vuole contribuire a costruire il progetto etico della Sicilia contemporanea.

 

Daniela Bigi

 

 

PISTOLETTO E LORENZETTI PER ASSISI E GERUSALEMME

 

Due domande al Senatore Fiorello Cortiana

 

RL Nel particolare contesto delle iniziative da lei già promosse sull’incontro tra Sant’Ambrogio e Sant’Agostino e tra San Francesco e il Sultano, che significato ha Un ponte per le donne e gli uomini di buona volontà che verrà realizzata prossimamente?

FC Il significato dl proporre un percorso che nella storia è stato di dialogo tra culture, di contaminazione tra linguaggi espressivi come la musica, il cinema, la fotografia, il teatro, la letteratura, l’architettura, il linguaggio figurativo, e vuole rilanciare con forza la visione e l’attenzione al dialogo interreligioso che Papa Giovanni Paolo II lanciò proprio con l’impegno annuale ad Assisi. Oggi un ponte tra Assisi, città della pace, ed il medioriente, Gerusalemme luogo simbolo per tre religioni monoteiste, assume il significato di avere il coraggio di arrendersi all’incontro tra differenze ed alla pace.

RL In particolare, qual è 11 valore della partecipazione di Pistoletto e Lorenzetti, che realizzeranno due “stanze dell’accesso”?

FC Proprio l’opera d’arte ha dimostrato nel corso della storia di poter valicare ogni frontiera linguistica, etnica e religiosa, di assumere un valore universale e di ponte fra le varie culture. Pistoletto e Lorenzetti vogliono partecipare attivamente con la loro campagna a questo momento di incontro, dimostrazione che l’arte è uno strumento per turbare il futuro. (a cura di Roberto Lambarelli)

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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