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Martedì 7 Marzo 2006

La campagna. Le parole di Danielle Mitterrand tracciano la via per il recupero del fiume e per la tutela delle risorse idriche

L’Oreto, simbolo mondiale

Segno della lotta per l’acqua

 

(fro) Se fino a ieri è stato sinonimo del degrado e dell’abbandono, da oggi l’Oreto è il simbolo della rinascita, e addirittura diventa l’icona per la salvaguardia dell’acqua in Sicilia e nel mondo. Ne è convinta Danielle Mitterrand, la moglie dell’ex presidente francese, che ieri mattina alla facoltà di Architettura ha presentato davanti a centinaia di persone il movimento dei «Portatori d’acqua».

Con Antonio Presti e la sua «Fiumara d’Arte» Madame Mitterrand ha deciso di scendere in campo per far si che quel fiume rinasca e che il museo en plein air non rimanga un sogno per i bambini che lo disegnano sui cartelloni o lo realizzano in piccolo sui plastici. E forse adesso davvero qualcosa si muove, il sogno si avvicina alla realtà, sotto forma di spazi in cui correre e giocare. Basta pensare che i tre comuni nei quali scorre il fiume - Palermo, Altofonte e Monreale – da oggi potranno iniziare a lavorare insieme per il museo ideato da Presti. E quale miglior momento, per sigillare questa intesa, se non davanti a migliaia di bambini che ad Altofonte oggi raccoglieranno l’acqua pura e la verseranno alla foce, dove il fiume tocca il picco d’inquinamento.

Sarà un segnale importante per l’intero movimento, dei Portatori d’acqua, come assicura Madame Mitterrand, secondo la quale il ventunesimo secolo vedrà la guerra per l’acqua. Quel bene che dovrebbe essere di tutti e vantaggio di tutti e che invece a breve diventerà prezioso «quasi come il petrolio». Da anni la moglie dell’ex presidente si batte a favore di una pubblica fruizione dell’acqua, in nazioni in cui non prevalgano gli interessi politici ed economici. Ed è per questo che, rivolgendosi soprattutto ai ragazzi, dice: «Ogni cittadino deve farsi promotore dei principi della carta dell’acqua. I popoli non vogliono la privatizzazione dell’acqua, sono i governi che la vogliono mercificare». Parole dure le sue, e dure sono da sentire le cifre sui fiumi inquinati nel mondo, come la Senna, dove, spiega, «tutti i pesci si stanno trasformando in pesci femmina perché c’è un tasso enorme di estrogeni dovuto agli sca­richi nel fiume. La Senna sta subendo un processo di snaturalizzazione». Ancora più terribili le cifre delle vittime della mancanza di acqua potabile, 34 mila al giorno. È una risorsa, l’acqua, che in alcuni paesi del mondo è un lusso. Tuttavia si mostra fiduciosa, sente che qualcosa nelle coscienze dei cittadini sta cambiando, il fiume Oreto ne è un esempio vivente, ma parla anche della situazione nel resto del mondo, in Uruguay ad esempio, dove con un referendum la popolazione si è opposta alla politica di privatizzazione dell’acqua che il governo stava portando avanti.

E se ieri mattina davanti al pubblico della facoltà, ha parlato di situazione grave se non disperata, i toni si sono addolciti quando ieri sera ha inaugurato la mostra organizzata da Salvare Palermo a Palazzo Branciforte. Ad accoglierla un tripudio di colori, fiori, poesie appese qua e là, cartelloni e soprattutto l’entusiasmo di quei bambini che in questi mesi hanno lavorato per la mostra e ancora di più per il fiume.

 

Francesca Romano

 

 

Il documento. «Un bene comune»

«Portatori d’acqua», i 7 principi della carta

 

Il Movimento dei «Portatori d’acqua» è nato nel gennaio del 2005 all’interno della Fondazione France-Liberté che si impegna a comprendere e a denunciare le cause della povertà e a difendere i diritti fondamentali di ogni individuo. Ecco i principi della «Carta dei Portatori» d’acqua:

1. L’acqua è un bene comune, patrimonio di tutta l’umanità. Essa deve essere esclusa da qualsiasi forma di mercificazione e non deve diventare proprietà di nessun potere politico a scapito delle popolazioni.

2. Poiché l’acqua è un elemento costitutivo della vita, non può essere inquinata.

3. L’accesso all’acqua potabile e alla sua bonifica deve essere inscritto in tutte le costituzioni come un diritto fondamentale dell’uomo. Inoltre i servizi utili per l’accesso a 40 litri d’acqua potabile al giorno e a persona devono essere gratuiti.

4. Il prelievo dell’1% dal budget mondiale speso per gli armamenti deve permettere di finanziare le infrastrutture di distribuzione e bonifica laddove siano inesistenti o insufficienti.

5. La proprietà e la gestione dei servizi legati all’acqua e la sua bonifica devono restare pubblici e nell’interesse collettivo.

6. I cittadini-utenti devono partecipare, su basi democratiche, alla definizione e alla realizzazione della politica dell’acqua a livello locale e mondiale.

7. La messa in atto di un’assemblea mondiale di cittadini dell’acqua dovrà permettere la creazione di un servizio pubblico mondiale che eserciterà un controllo sulle utilizzazioni delle risorse idriche per evitare qualsiasi conflitto legato all’acqua.

Mi impegno:

Ad approfondire le mie conoscenze sui pericoli che minacciano le risorse idriche e l’accesso all’acqua. A sensibilizzare, secondo i miei mezzi, tutte le persone possibili al rispetto dei sette principi sopra elencati.

 

 

 

La visita. Incontro con Pepi

l’ex first lady al Giornale di Sicilia

 

(anfi) Infaticabile madame Mitterrand. Tra inaugurazioni e incontri che hanno puntellato la sua prima giornata palermitana, l’ ex first lady francese ha trovato il tempo per visitare il Giornale di Sicilia e incontrare il condirettore Giovanni Pepi Danielle Mitterrand, che oggi parteciperà con i bambini delle scuole palermitane al rito purificatorio dell’Oreto, ha spiegato: «La Sicilia ha problemi comuni a tutta l’Europa, però si sta svegliando. Salvare il fiume Oreto è un gesto importante, vicino alla causa che la mia Fondazione “France liberté” supporta. Noi “portatori d’acqua” vogliamo che venga riconosciuto il diritto all’acqua e che tutti - ma proprio tutti - i cittadini del mondo possano usufruire di quaranta litri d’acqua potabile al giorno. Un bene dell’umanità tanto prezioso deve essere tenuto lontano da ogni forma di mercificazione e privatizzazione, altrimenti i proprietari delle falde acquifere diventeranno i padroni del mondo».

Sottolinea una delle proposte contenute nella Carta dei Portatori d’Acqua: «Proponiamo che l’l% del budget mondiale speso per gli armamenti venga stornato alla causa dell’acqua. Sarebbe già un bel risultato, considerate le ingenti somme stanziate per armare il mondo».

Tra tanti dubbi sul futuro («Non parliamo più di secoli ma di decenni davanti a noi perché, se continuiamo a trattare così male il nostro pianeta, da qui sparirà in fretta ogni forma di vita»), ha una certezza sul presente: «Qualsiasi cambiamento deve partire dalla scuola. Dai bambini, dai ragazzi. E loro hanno bisogno di nuovi messaggi, finora gli abbiamo trasmesso solo valori distorti. È il momento di cambiare».

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Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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