Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
I quartieri
Istituzioni
Emergenze
Giornale di Sicilia

Giovedì 16 Febbraio 2006

IL GRAND TOUR DI PRESTI. La Frabotta ha incontrato gli studenti della scuola Guglielmo II di Monreale: «Voi siete come la sorgente di un corso d’acqua: non fatevi cementificare». Portinari all’istituto d’arte di piazza Turba

Il fiume Oreto in versi

Nuova tappa per i poeti

 

(vic) Le sponde del fiume Oreto sono come «due ali di cemento che si restringono e tolgono il respiro» a chi, per la prima volta, cerca l’azzurro del mare nell’asfalto grigio che seppellisce i suoi argini. Parla così la poetessa Bianca Maria Frabotta che ieri ha incontrato gli studenti dell’istituto comprensivo Guglielmo II e dell’istituto d’arte D’Aleo di Monreale: «Voi siete come la sorgente di un fiume: cercate, durante il corso della vita, di non farvi cementificare affinché le vostre acque possano scorrere libere fino al mare».

La poetessa romana è protagonista, con i poeti Folco Portinari e Roberto Mussapi, della seconda tappa del «Grand tour della poesia» organizzato da Antonio Presti e prodotto dall’associazione Fiumara d’Arte per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini sulla rinascita del fiume Oreto attraverso la devozione alla bellezza. L’iniziativa, realizzata in collaborazione col Giornale di Sicilia, l’Ufficio scolastico regionale, la facoltà di Architettura, la fondazione Salvare Palermo e la biblioteca comunale, fa parte del progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità» e, con l’aiuto delle scuole, punta alla creazione di un museo a cielo aperto proprio lungo il fiume che attraversa i comuni di Altofonte, Monreale e Palermo. «Un’impresa impossibile - secondo l’assessore alla Pubblica Istruzione di Monreale, Stefano Gorgone - ma con il contributo dei ragazzi e dei poeti - ha aggiunto durante l’incontro - questo sogno diventerà realtà». I veri protagonisti, infatti, sono proprio i giovani che, attraverso poesie, racconti e disegni pubblicati anche nella pagina di Cronaca in classe del Giornale di Sicilia, contribuiscono a sensibilizzare l’opinione pubblica verso il rispetto dell’ambiente. Ci crede anche il vicesindaco di Monreale, Roberto Cambino che spiega ai più piccoli le cause del degrado del fiume: «Colpa dell’abusivismo edilizio, degli scarichi a cielo aperto e della cittadinanza. L’accordo siglato con Fiumara d’Arte, però, dimostra che le istituzioni sono disposte a dare il loro appoggio alla rinascita della “Conca d’Oro”. La Frabotta ha ascoltato i versi degli studenti e raccontato del giorno in cui scrisse, per la prima volta, una poesia: «Ero ancora una bambina e, per fare contento mio padre, partecipai ad un concorso di poesia, ma arrivai ultima».

La bellezza, intesa come strumento capace di condurre l’uomo verso la rinascita è stato il tema del dibattito tra il poeta Folco Portinari e gli studenti dell’Istituto d’arte di piazza Turba. Un incontro emozionante si è svolto anche alla direzione didattica Cavallari dove l’artista torinese ha raccolto l’affetto dei piccoli poeti palermitani. Portinari si è inoltre soffermato sull’impegno degli studenti: «Palermo è fortunata perché le scuole si occupano di lei». Oggi, Mussapi incontrerà gli studenti dello scientifico Basile e dell’industriale Vittorio Emanuele III, mentre la Frabotta e Portinari saranno rispettivamente alla media Archimede e alla Cipolla.

Valentina Li Castri

 

«Le voci che parlano…»

Roberto Mussapi

 

(La polvere e il fuoco)

Non

È più la certezza d’un cammino

Che spinge il passo, il passo oltre se

Stesso

Procede, perché questo è il suo destino.

E a fargli strada tutto un universo

Che offre il termine ultimo, oltre il ciglio,

s’espande perché ancora attraversi

questo passare senza meraviglia

di moto in moto, lungo uno schioccare

secco, che suona ma no fa

scintilla.

Tutto è stato sognato. Non c’è lume

Che guizzi più, né

Ospite straniero

Che dell’abisso del suo ciglio illune

Dischiuda il

Varco e al passo degli dei

transiti in terra.

Ormai l’ospite a prova

di bomba dorme; e anch’io-sia onore

al vero!

in questo buio pesto ora

mi muovo

quasi a mio agio, né m’occorre lume

per sapere cos’è quel che m’investe

il viso quando avverto

il frangersi dell’onda: è solo spuma!

 

 

Revisione

Folco Portinari

 

E poi si interroga che senso ha

se sa che

non ne ha

preso in mezzo tra varie convinzioni

contraddittorie delle

contraddizioni

di fare e dire

il neurone che ordina alla mano

che non

sa

e nemmeno vorrebbe sapere

mentre invece sta inerte

rifiuta di

contrarsi nel pugno

per convenienza di viltà

attento al coltello alle

spalle

falsificata la carta d’identità

nome cognome anno di nascita

meglio se cambia la nazionalità

faccia a schiena killer e disertore

pronti come il papa a chiedere pietà

e perdono senza contrizione

e

senza penitenza

ora che il peccatore si fa penitenziere

e

plenipotenziario della storia

l’historicus rimescola le carte

dell’historica narrazione

gli assassini furono i bambini

ridotti in

crema

cremati

per riempire i bignè

soprattutto non si chieda il perché

non esiste non c’è

se non la sopraggiunta viltà

di mezzo secolo più

anziano

col neurone che non sa ordinare

alla mano di chiudersi in pugno

inerte ormai osservatore

della revisione

della sua identità

(si

consiglia altresì di cassare

la parola alienazione

dal proprio

dizionario

o gramsciano dal rimario

impoetico italiano

per deviante

inesistenza

per assenza di storica consistenza

da sostituirsi

con orbace)

 

 

Metastasi

Bianca Maria Frabotta

(Terra Contigua)

(ombre d’autore)

Splende in fotocopia la parola

che sgorga a sorpresa dalla crisi

Alta

nei cieli e lontana dai margini

quasi fosse l’ultima, evita la vita.

E

in campo lungo, l’ombra del concentramento.

Ti riconosco dalle

Impronte

nemico nascosto nell’ombra.

Il vento s’è portato via il tuo

odore

Ma non la forma dell’orma

che riaffiora dalla sabbia.

Oh mio

secolo afoso e in piena forma

feroce d’arte povera e sequenze

nuda tela

squarciata dalle crepe

vita d’ombra, orma che calpesti

pur di goderne

la forma.

Se la replica è inumata nell’aurora

vattenne loco, autore

pazzarello

che hai donato le tue primavere

anima bella, dispiega la tua

vela

allo sbarco clandestino delle ombre.

Trascorsa è la tua estate,

vana estetica

di sentieri interrotti nella stasi

metastasi infingarda

dell’amore

passano come nuvole le tue opere

e non lasciano ombra.

Amabilità, lenta abrasione tronca

di tumulti, vaga nebula d’anima

al

suo culmine, senile senario, idolo degli ilari

eunuchi malinconici,

fatti in là, scompari nel tuo gorgo.

Rendici l’ombra corta del tuo

amore!

.

.
 

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
2003@yahoo.it

Associazione Fiumara d'Arte
Casa d'Arte Stesicorea

Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania

tel./fax 095 7151743

e-mail:
info@librino.org
Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
website:
www.ateliersulmare.it