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Giovedì 16 Febbraio 2006

Un trionfo di poesie per salvare l’Oreto

In un mosaico tutto il nostro impegno

 

Di Luca Macaluso*

Il nostro istituto d’arte Mario D’Aleo ha aderito al progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità» ideato da Antonio Presti. Il presidente dell’associazione Fiumara d’Arte sta lottando da anni per la rinascita del fiume Oreto attraverso la devozione alla bellezza con l’intento di realizzare una mostra a cielo aperto lungo il fiume.

L’iniziativa. nata nel 2001, quest’anno andrà avanti con il «Grand tour della poesia» che prevede l’incontro tra i maggiori poeti nazionali contemporanei e un’ampia rete di scuole che collaborano al progetto con l’ufficio scolastico regionale, con la biblioteca comunale di Palermo, la facoltà d’Architettura dell’università di Palermo, i Comuni di Altofonte e Monreale la fondazione Salvare Palermo e il Giornale di Sicilia. La seconda tappa del tour, che ha avuto inizio martedì e si concluderà oggi, ha visto protagonisti la poetessa Bianca Maria Frabotta e i poeti Folco Portinari e Roberto Mussapi.

Mercoledì, la nostra scuola ha accolto la poetessa Bianca Maria Frabotta, docente di letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’università «La Sapienza» di Roma. Autrice di saggi, opere di critica letteraria, romanzi e opere teatrali, la scrittrice ha tenuto presso la nostra aula magna una conferenza, patrocinando con grande entusiasmo la valorizzazione del fiume Oreto. Durante la conferenza. gli alunni della scuola media annessa al nostro istituto hanno letto alcune poesie composte per l’occasione mentre noi studenti della scuola superiore abbiamo interagito ponendo alcune domande alla poetessa sulla sua vita da scrittrice. L’incontro si è concluso ascoltando la lettura di alcune poesie composte proprio dalla Frabotta.

Il nostro istituto sta partecipando attivamente al progetto di Presti: studenti ed insegnanti, infatti, stanno lavorando con passione ad un’istallazione d’arte inedita. Si tratta di un mosaico che sarà realizzato dai ragazzi con i docenti di mosaico Maurizio Arsena, Roberto Bruno, Antonio Lipari, Lia Matranga, Alessandro Pupilla, i responsabili del progetto Giorgio Gristina, Margherita Curcio, Lidia Parisi e il dirigente scolastico Antonio Gancitano. Possiamo già annunciare che il pannello verrà esposto, il 6 marzo nel corso della mostra di opere artistiche che si svolgerà a Palazzo Branciforte.

*V B/S - Istituto d’arte D’Aleo di Monreale

 

BASILE. Una giornata con Mussapi

Guardare il mondo da un’altra prospettiva

 

Di Fiorenzo Lo Presti*

Roberto Mussapi, poeta contemporaneo, arriva nel nostro liceo e viene accolto calorosamente da tutti i ragazzi. Mussapi parla del ruolo della poesia al giorno d’oggi e di come il poeta riesce a guardare il mondo da un’altra prospettiva andando al di là delle prime impressioni. Ci fa l’esempio delle recenti immagini dei cigni trovati morti facendoci notare come la figura di questo animale, da sempre rappresentato nella poesia come simbolo di bellezza e di elevazione al divino, si sia trasformato in un’immagine di macabra putrefazione e pestilenza.

Iniziamo a leggere le nostre poesie sotto il suo sguardo attento e poi gli rivolgiamo alcune domande. Particolarmente interessanti quelle riguardanti il ruolo del poeta contemporaneo, alle quali Mussapi risponde dicendo che il poeta hai il compito di ridestare l’uomo per fargli vedere un’altra dimensione della realtà andando ben oltre la banalità delle apparenze. Inizia poi una critica contro la superficialità della vita moderna fatta di apparenze. Un’altra interessante domanda riguarda il pubblico che fruisce della sua poesia. Il poeta sembra colpito e risponde dicendo che egli scrive, non solo per la semplice lettura da parte del pubblico, ma anche per parlare al posto suo e c’informa delle sue attività in radio, poiché, parte importante della poesia è l’interpretazione orale. Mussapi, ci legge poi una delle sue poesie inspirate alle fiabe di «Mille e non notte» e la legge con la sua voce calda e baritonale coinvolgendoci nel ritmo incalzante della poesia. Durante la lettura, vedo i ragazzi assorti che pendono dalle sue labbra. Finita la poesia, il silenzio viene fratturato da un applauso scrosciante.

*III A liceo scientifico Basile

 

 

ARCHIMEDE. Frabotta tra i ragazzi

Tamil, arabo e italiano. I nostri versi in 3 lingue

 

Di Simona Di Ganci e Teresa Salerno*

Ieri mattina abbiamo avuto il piacere e il privilegio di incontrare la poetessa Bianca Maria Frabotta, una delle voci liriche più illustri del secondo novecento italiano alla quale alcuni alunni della scuola hanno recitato le poesie da loro stessi scritte in italiano, tamil e arabo. «Avete scritto poesie in lingue diverse - ha detto la poetessa dopo avere ascoltato i nostri versi - ma siamo tutti insieme nello stesso fiume, il fiume della parola».

Abbiamo ascoltato i suoi consigli, le abbiamo chiesto se poeti si nasce o se si può imparare ad esserlo. Le abbiamo chiesto cos’è la bellezza e ci ha risposto che la bellezza siamo noi, che la bellezza è la giovinezza ed è una scoperta che dobbiamo fare vivendo. E’ stata un’esperienza bella e diversa dal solito interessante e anche un po’ emozionante, che abbiamo avuto l’opportunità di provare grazie al progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità», l’iniziativa che la scuola media Archimede sta realizzando in rete con altri istituti della città e della provincia, per far riscoprire a noi ragazzi e, tramite noi, anche agli adulti, il valore della bellezza dimenticata. Abbiamo letto vari testi poetici che parlano della natura, dei fiumi e della bellezza ed abbiamo analizzato il linguaggio e le caratteristiche delle poesie lette. Poi, quasi giocando con le parole, abbiamo scritto delle poesie intitolate «La bellezza» e «Il fiume», comunicando attraverso i versi le nostre emozioni e le nostre sensazioni. Inoltre, la poesia giudicata più meritevole, tra quelle composte da noi studenti, parteciperà ad un concorso in gara con le poesie delle altre scuole. Se vinceremo, l’acqua del Fiume Oreto per questa volta, sarà chiara, fresca e dolce acqua di gloria.                                                                     *III B – scuola media Archimede

 

 

CIPOLLA. L’emozione con Portinari

Le sue parole arrivano dritte ai nostri cuori

 

Di Leandra Princiotta*

Un poeta a scuola, chi l’aveva mai visto? L’arrivo di Folco Portinari ha superato le nostre aspettative. Uno studente che aveva il compito di presentarlo ha citato un suo articolo pubblicato dal quotidiano l’Unità in cui Portinari, parlando della sua squadra di calcio, il mitico Torino, scrive che quando giocava Valentino Mazzola, i calciatori erano ancora uomini e non falsi eroi, come oggi, e che il calcio era uno sport e non «un’impresa pubblicitaria degradata a puro commercio».

Il poeta, ricordando la sua giovinezza e vedendo noi ragazzi, si è commosso e questo ha fatto crollare tutte le barriere tra noi e lui. Le sue parole, dopo quel momento di commozione, sono arrivate dritte ai nostri cuori. Ci ha spiegato con passione il rapporto che può esserci tra poesia, arte e impegno civile. Gli abbiamo chiesto: «A cosa serve la poesia?» e lui ha risposto: «Forse la poesia non serve a niente o forse serve soltanto a non essere servi». Ci ha trasmesso con ardore, malgrado la sua delicatezza nel comunicare, che è importante indignarsi rispetto a ciò che di inaccettabile c’è intorno a noi e che è necessario saper dire di no di fronte all’ingiustizia che può colpire anche un solo uomo. Infine ci ha dedicato un poemetto sui numeri. All’inizio sembrava un poemetto giocoso, ma poi i numeri sono diventati tristemente minacciosi: «Sono sei milioni gli ebrei uccisi nei forni crematoi, venti milioni i russi uccisi nella seconda guerra mondiale, un milione il conto in banca di un finanziere, ed uno il bambino che muore di fame ogni trenta secondi, due a minuto, centoventi all’ora, duemilaottocentosettantasette al giorno».

*III H - scuola media Cipolla

 

GUGLIELMO II. Gli alunni di Monreale raccontano la loro attività tra acrostici, filastrocche e poesie in dialetto

 

Facciamo rinascere quel corso d’acqua privo di vita

 

Di Riccardo Carollo e Marilena Licata*

Con la realizzazione di acrostici, poesie in dialetto e non, filastrocche, partecipiamo al progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità». Questo è per noi il secondo anno. Seguiamo Antonio Presti, presidente dell’Associazione «Fiumara d’Arte», volontario della Bellezza nella nuova manifestazione «Una poesia per Oreto».

Nel corso di questa manifestazione, abbiamo sostenuto un incontro con la poetessa Simona Mafai, che ci ha fatto scorgere l’importanza della comunicazione e dei valori umani. L’acqua è simbolo di vita e, in particolare, il fiume, il nostro fiume, rappresenta la storia del territorio che attraversa. Tale Abdu Abdallh Muhammad, più noto con il nome di Idrisi, geografo arabo al servizio di Ruggero II, scriveva che la Sicilia era ricca di «fonti perenni» e proprio questa ricchezza echeggia le fontane del Garaffo, del Garaffello, la fontana Pretoria, il vecchio Palermo, i giochi d’acqua della Zisa e degli altri «palazzi» del parco normanno.

E’ importante recuperare l’Oreto affinché l’immagine di una Sicilia ricca d’acqua non rifaccia pensare a una favola. Presti afferma che «il fiume è una scelta simbolica» da cui ricominciare. E’ anche noi speriamo che il recupero del fiume e la realizzazione di un museo lungo le sponde possa essere simbolo di una rinnovata coscienza collettiva.

*II E istituto comprensivo Guglielmo II

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Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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