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Venerdì 17 Marzo 2006

A Palazzo Branciforte le opere degli studenti ma non solo. Eliodoro Catalano ha anche illustrato l’inquinamento del fiume grazie a un liquido più o meno limpido. Tre le sezioni da visitare

 

Salvare l’Oreto, cartelloni in mostra

In 5 bottiglie ecco la salute delle acque

 

Di Pierluca Fara*

Si è svolta in questi giorni a Palazzo arancione, una mostra dal titolo «Il fiume Oreto: storia, prospettive e speranze». Mostra voluta e coordinata dall’associazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti e dall’associazione Salvare Palermo. La mostra fa parte di un iter di sensibilizzazione al recupero del fiume Oreto partito l’anno scorso. In una prima fase si è instaurato un contatto diretto con le scuole elementari, medie e con l’Università. Quest’anno la seconda fase con l’allestimento della mostra, inaugurata il 6 marzo alla presenza di Danielle Mitterrand, moglie dell’ex presidente della Repubblica francese, presidentessa del movimento dei portatori d’acqua.

La mostra è divisa in tre sezioni. Una è stata interamente curata e gestita dalla facoltà di Architettura dell’Università di Palermo che affronta la questione occupandosi di progetti riguardanti sia la realizzazione di una stazione metropolitana nelle vicinanze del quartiere della Guadagna, in vista della possibile creazione di un Parco dell’Oreto, sia di una campagna di merchandising che ha come obiettivo la distribuzione di oggetti affini alla situazione del fiume Oreto. Il problema è stato affrontato anche dal professor Eliodoro Catalano, il quale ha creato con molta fantasia una sintesi della condizione delle acque dei fiume Oreto partendo dagli anni ‘50 fino ad arrivare ai giorni nostri. Catalano ha rappresentato ciò riempiendo delle bottiglie con acqua più o meno limpida, indicando il variare nel corso degli anni del tasso di inquinamento delle acque del nostro fiume. La sua speranza è che le sorti delle acque dell’Oreto possano migliorare come nel l’ultima bottiglia da lui creata che contiene dei piccolissimi pesci d’acqua dolce. La sezione è stata arricchita da un progetto di cicloturismo proposto dall’architetto Patrizia Cannatella. Questo progetto prevede il riaccostarsi al fiume tramite il percorso in mountain-bike delle vecchie strade ottocentesche che costeggiano il corso d’acqua. Infine l’ultima delle tre sezioni è stata curata dalle scuole con cartelloni e plastici.

*II D - liceo classico Umberto

 

 

QUASIMODO. Lavori in legno sulle antiche attività

Un mulino in un plastico

 

Di Antonella Di Paola

Lunedì 6 marzo è stata inaugurata la mostra «Io sono il fiume Oreto dell’umanità» a Palazzo Branciforte. Alla manifestazione, volta a coinvolgere e sensibilizzare la gente e le amministrazioni alle problematiche relative alla riqualificazione del fiume Oreto e del territorio nel quale esso scorre, hanno partecipato rappresentanti di scuole elementari, medie inferiori e superiori. Anche la nostra scuola, ovvero la media Quasimodo, era lì.

Con interesse e partecipazione noi alunni non abbiamo semplicemente esposto cartelloni e foto, ma abbiamo realizzato con impegno e costanza tre plastici in legno, dei quali abbiamo personalmente illustrato il funzionamento e simboleggiano le attività che venivano svolte grazie allo sfruttamento delle acque del fiume. Il primo è un plastico di mulino per cereali, che dimostra come il grano versato in un imbuto, chiamato tramoggia, viene triturato dalla rotazione di due pietre sovrapposte (macine), e messe in movimento da una ruota azionata dalle acque del fiume. Il secondo è un mulino a pestelli per cartiera, in esso le acque del fiume azionano una ruota che genera il movimento dei pestelli. Essi pestano degli stracci posti in un’apposita vasca riducendoli in poltiglia, che verrà in seguito utilizzata per la produzione della carta. Il terzo ed ultimo plastico rappresenta un ponte sospeso, costituito da quattro pilastri, due travi e da cavi metallici paralleli che sorreggono il manto stradale.

*III N - scuola media Quasimodo

 

 

GENTILI. Con il materiale riclicato le due realtà: quella attuale e quella dei sogni

Noi piccoli Indiana Jones lungo le sponde

 

Di Francesca Marino* e Camilla Cavarretta**

Come molte altre belle città, anche Palermo, splendida e ricca d’arte, è attraversata da un fiume: l’Oreto, sulle cui rive fervevano attività di ogni genere tanto che nel 1627 Vincenzo Di Giovanni arrivò a definirlo «il padre di tutte le acque, rivi e sorgenti». Poi è arrivato l’oblio e con esso il degrado e lo scempio che oggi lo rende simbolo della Palermo che non funziona, della città arretrata, sottosviluppata e «sbagliata» a cui noi ragazzi, insieme a tanti nostri concittadini, rifiutiamo di appartenere.

Male cose cambiano e così da qualche tempo e precisamente da poco più di un anno ecco la svolta! Grazie all’iniziativa e alla sensibilità di Antonio Presti, alla disponibilità delle amministrazioni comunali di Palermo, Monreale e Altofonte e alla collaborazione di moltissime scuole dei tre comuni interessati è stato avviato il progetto che mira a costituire il Parco dell’Oreto, con l’intento di farne un luogo in cui concentrare la bellezza sotto varie forme naturali, artistiche e poetiche. A questo progetto abbiamo aderito già dallo scorso anno con grande entusiasmo. Il nostro obiettivo è quello di farlo tornare a scorrere veloce tra le calli e di ridare splendore alle sue sponde e godimento alla cittadinanza.

Abbiamo cominciato con la visita guidata sulle sponde del corso d’acqua, visto che molti di noi non ne avevamo avuto mai l’opportunità. In particolare abbiamo intrapreso una faticosa, ma istruttiva avventura esplorando come tanti piccoli Indiana Jones le sue sponde, precisamente nei pressi di Altofonte e, al concludersi dell’indimenticabile gita, ci siamo resi conto che il destino dell’Oreto doveva assolutamente cambiare. Ci siamo dati da fare trasformandoci in ricercatori, storici, fotografi, progettisti e poeti. Abbiamo realizzato cartelloni, disegni, manifesti, e dopo uno scambio di idee e il confronto tra varie proposte, ha preso forma il nostro progetto-sogno che abbiamo trasformato in un plastico realizzato solamente con materiale riciclato. Il plastico, che rappresenta due realtà, quella attuale e quella dei sogni, ha lo scopo di scuotere dall’indifferenza i nostri concittadini e di mostrare loro che cosa potrebbero diventare il corso del fiume Oreto, e la valle che esso attraversa un luogo di delizie.

Per adesso è solo un sogno, ma domani sarà realtà. Il plastico insieme alle poesie e ai lavori di altri nostri compagni si trova esposto a palazzo Branciforte in occasione della mostra organizzata dalle associazioni Salvare Palermo e Fiumara d’Arte.

*III C e III L – scuola media Gentili

 

 

Nuova tappa con Presti. In arrivo altri sei poeti

Giancarlo Majorino, Davide Rondoni, Antonio Riccardi, Tiziano Rossi, Mario Baudino, Evelina Schatz sono attesi in città lunedì prossimo per la terza tappa della manifestazione «Grand tour della poesia», inserita nel progetto «io sono il fiume Oreto dell’umanità», ideato da Antonio Presti patron dell’associazione Fiumara d’arte, che prevede incontri tra studenti e poeti con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica per il recupero del corso d’acqua palermitano. La direzione artistica della manifestazione è affidata a Roberto Deidier e a Maria Attanasio, protagonisti anche loro degli incontri con gli alunni.

Tra il 21 e il 28 marzo saranno 24 le scuole di ogni ordine e grado che riceveranno la visita di uno degli otto poeti che prenderanno parte a questa tappa del tour.

Dopo l’inaugurazione, dal 24 al 27 gennaio, che ha visto la partecipazione di Franco Poi, Luciano Erba, Elio Pecora, Jolanda Insana, la brasiliana Marcia Theophilo, Domenico Conoscenti, Nino De Vita e la seconda tappa di febbraio. dal 14 al 17, con Roberto Mussapi, Bianca Maria Frabotta e Folco Portinari continua, dunque, l’impegno della poesia per il fiume Oreto. Fino a maggio, l’associazione Fiumara d’Arte ospiterà in città i più grandi nomi della poesia nazionale contemporanea a testimonianza di un comune impegno per l’Oreto.

Previsti anche per la prossima settimana, oltre agli incontri nelle scuole, i readings di poesia nelle case delle famiglie palermitane (una per ogni sera in cui i poeti si alterneranno in città) di diversa estrazione sociale, che potranno ricevere gli artisti quali ospiti speciali per un momento conviviale.

 

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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