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Giornale di Sicilia

Mercoledì 22 Marzo 2006

Autori del componimento i bambini dell’elementare Nuccio. Continua il «Grand tour» organizzato da Presti nella scuole per il recupero del corso d’acqua. Gli artisti hanno parlato ai ragazzi anche del disagio giovanile

Salvare l’Oreto. Da un disegno del fiume nasce la poesia

Stamattina la visita in altri otto istituti per diffondere la «parola della bellezza»

 

(fras) Da un disegno del fiume Oreto nasce un componimento poetico. Autori i bambini dell’elementare Nuccio che hanno scritto i versi con l’aiuto del poeta forlivese Davide Rondoni, protagonista insieme ad altri sei artisti della terza tappa del «Grand tour della poesia», organizzato da Antonio Presti, patron dell’associazione Fiumara d’Arte, per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini sulla rinascita del fiume Oreto attraverso la devozione alla bellezza. L’iniziativa, realizzata in collaborazione col Giornale di Sicilia, l’Ufficio scolastico regionale, la facoltà di Architettura, la fondazione Salvare Palermo e la biblioteca comunale, fa parte del progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità» che, con l’aiuto delle scuole, punta alla creazione di un museo a cielo aperto proprio lungo il fiume che attraversa i comuni di Altofonte, Monreale e Palermo.

Ieri mattina Rondoni, oltre agli alunni dell’elementare Nuccio, ha incontrato gli studenti della scuola media Boccone, dove ha letto alcuni versi della sua opera «A Giuseppe Ungaretti visto di notte alla televisione leggere “I fiumi”», in risposta ad una delle più celebri poesie del fondatore dell’Ermetismo. Alla media Alberico Gentili e al liceo San Vincenzo, invece, Giancarlo Majorino, accompagnato da Presti, ha offerto agli studenti le sue riflessioni sulle problematiche legate al mondo giovanile. «La società - dice il poeta milanese - propone ai ragazzi dei modelli discutibili ma sono rimasto colpito dall’interesse degli alunni palermitani e soprattutto da una poesia incentrata sul tema della Bellezza, scritta da una studentessa». L’autore torinese Mario Baudino non ha voluto sapere da Presti il programma della giornata e si è ritrovato ospite di due scuole elementari di Monreale, le direzioni didattiche Morvillo e Novelli. «Non mi piace essere informato prima di ciò che mi aspetta - rivela l’artista - ma sono rimasto spiazzato dal fatto di ritrovarmi davanti a dei bambini». Ma lo smarrimento per il poeta è durato solo qualche minuto. «L’effetto sorpresa mi ha divertito - prosegue - e sono riuscito ad instaurare con i piccoli un dialogo divertente e ricco di spunti». E per adattarsi all’esperienza Baudino ha letto ai bambini le sue strofe più semplici e comprensibili, quelle dedicate alla figlia.

Anche Tiziano Rossi, all’istituto comprensivo Falcone e all’Ipsia Medi, ha dato libero sfogo al suo estro, con paragonando il fiume Oreto ad un animale che sta soffrendo. «Perché - come chiarisce l’autore milanese - bisogna spingere i bambini ed i giovani a prendersi cura delle cose animate e inanimate che la Natura ci offre». I piccoli scolari dell’istituto comprensivo Mattarella e della direzione didattica Villagrazia hanno entusiasmato la poetessa di Caltagirone Maria Attanasio, direttore artistico della rassegna insieme a Roberto Deidier. «Gli studenti - spiega - hanno preparato dei testi molto significativi e hanno fatto le domande con naturalezza e autenticità. A loro ho spiegato che la poesia è esperienza di verità e di libertà». Evelina Schatz, infine, si è commossa davanti ai bambini delle direzioni didattiche Salgari e Amari che hanno dimostrato di essere molto preparati sulle sue opere.

Ieri sera è arrivato in città il poeta Antonio Riccardi e la kermesse prosegue stamattina con la visita dei poeti in altre otto scuole: le medie Leonardo da Vinci e Madre Teresa di Calcutta, il liceo Regina Margherita, gli istituti comprensivi Monreale II, Guttuso, Federico II, Braille e Bonfiglio.       

 

Francesco Sicilia

 

 

ARCHITETTURA. Progetto di due giovani per rendere vivibile una zona sconosciuta

 

Un itinerario museale nel tratto incontaminato

Tesi di laurea coi segreti per far rinascere la Valle

 

«Una modificazione dell’ambiente che assegna un ruolo allo spettatore e lo costringe ad esplorare l’opera»

 

(fras) Il progetto di un itinerario scenografico e museale a tappe nella valle dell’Oreto al centro di una tesi di due studenti della facoltà di Architettura che ieri si sono laureati con il massimo dei voti. Zelinda Di Grigoli e Melchiorre Fardella, coadiuvati dalla docente Isabella Vesco e dall’architetto Alberto Cammarata, con questo lavoro hanno deciso di continuare il percorso didattico iniziato con la partecipazione ai laboratori di Scenografia dedicati al recupero del corso d’acqua palermitano, nell’ambito dell’accordo, siglato l’anno scorso, tra la facoltà di Architettura, i comuni di Palermo. Monreale e Altofonte e l’associazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

«L’assunto del nostro progetto - si legge nella tesi “Oreto, narratore sconosciuto” - consiste nel rendere vivibile una parte della valle del fiume Oreto non ancora aggredita dall’espansione della città». L’area a cui si riferiscono è la parte di valle del fiume che ricade nel territorio di Altofonte, al confine con Monreale. Per quella zona è stato progettato un sistema di installazioni, vale a dire, come spiegano gli autori del lavoro «una modificazione dell’ambiente che assegna un ruolo fondamentale allo spettatore, che non può più osservare passivamente l’opera ma è costretto, se vuole coglierne il significato a muoversi, a esplorarla nelle sue varie parti». Ed è proprio un’esperienza di interazione con le varie installazioni dell’itinerario quella prevista dal progetto ideato dai due neo-architetti. Il nucleo della tesi è rappresentato dalla creazione di un percorso con varie tappe. Partendo dal primo padiglione si arriva al primo punto di sosta, qui si trova la prima installazione, un pesce diviso in tre sezioni: la testa che fa da teatro all’aperto e da sala acustica per concerti, il corpo composto da una serie di grandi cornici-sedili per prendere il sole, leggere, chiacchierare e la coda che, di notte, illumina di blu il contesto. Di fronte alla testa del pesce i due giovani hanno previsto la realizzazione di un teatro a cielo aperto. Nel secondo punto di sosta c’è la seconda installazione: un’arancia dove ci si può ristorare. Poi si giunge alla vela, uno spazio dove poter interagire con la natura e infine la cornice, dalla quale si può godere della vista della valle appena visitata.

Per adesso il lavoro di Fardello e Di Grigoli è solo un progetto ma non è detto che in futuro non possa diventare realtà. «Con Monreale e Palermo - spiega l’assessore ai Lavori pubblici di Altofonte Giuseppe Castellese stiamo avviando le procedure per chiedere l’istituzione del parco dell’Oreto». Nel frattempo il lavoro dei due giovani è motivo di soddisfazione per Antonio Presti: «Sta emergendo una nuova coscienza impegnata sul fronte del recupero dell’Oreto e questa tesi ne è una dimostrazione». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Altofonte Vincenzo Di Girolamo: «Il fatto che ci sia questo interesse fa ben sperare per le sorti del fiume».                                                                                             

 

 Fra.S.

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Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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