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Venerdi 27 Gennaio 2006

I versi dei poeti per combattere il degrado del fiume Oreto. Un’iniziativa di Presti che coinvolge pure i ragazzi delle scuole. Faccia a faccia tra gli artisti e i giovani nell’aula magna del liceo Croce

Grand tour della poesia, nuova tappa

Per gli studenti una lezione «speciale»

 

DI Federica Casamento e Simona Oliveri*

Ancora una volta il liceo scientifico Benedetto Croce è attento alle problematiche socio-ambientali della città di Palermo. Già impegnato in un progetto di recupero del quartiere Albergheria, ospita ora Antonio Presti il cui nome è legato alla «Fiumara D’Arte».

Nell’aula magna del nostro liceo si è svolto un avvenimento che aspettavamo con ansia da mesi Martedì ha infatti preso av­vio il «Grand tour della poesia», che vuole fare di Palermo la capitale delle poesia. Un appello dunque, quello che Antonio Presti ha rivolto agli alunni del Benedetto Croce, a quelli del Don Bosco, del Vittorio Emanuele III e di altre scuole presenti che si so­no resi parte attiva durante la conferenza. «L’importante - ha detto Presti - è spegnere la televisione e ad accendere le coscienze, facendo spazio all’arte in tut­te le sue espressioni e alla cultura, unica garanzia di libertà nelle scelte individuali. L’arte si mette al servizio del fare e diven­ta espressione di impegno civile per un importante obiettivo: il risanamento della valle del fiume Oreto e la sua promozione come itinerario artistico-paesaggistico».

L’iniziativa di quest’anno, che coinvolge circa 80 scuole, ha l’obiettivo di sensibilizzare la nuova generazione alla poesia come mezzo di comunicazione alternativo ai mass-media. Ad essere faccia a faccia con noi, nella nostra scuola, sono stati poeti famosi come: Elio Pecora, Luciano Erba. Franco Loi, Iolanda Insana e la candidata al nobel Marcia Teophilo. Tra gli ospiti in sala c’era anche Alessandro De Lisi che ha proprio letto una poesia con la poetessa brasiliana. II professore De Lisi leggeva la parte in italiano e la poetessa la parte in brasiliano. È stato emozionante sentire la forza e la passione che vi metteva mentre recitava.

Tuttavia rimane il problema del fiume: il suo degrado allude al malessere della nostra società, sintomo curabile solo riscoprendo e rivalutando l’importanza della poesia. L’acqua è fon­te di vita, risorsa indispensabile che va tutelata, e, come ogni grande bene, patrimonio di tutti. Ma è anche fonte ispiratrice e tema ricorrente nelle poesie di Maria Attanasio, direttrice artistica del progetto di Presti. Tutti hanno esortato noi ragazzi a ritrovare l’entità della cultura, perché in questo momento gli unici messaggi che passano sono solo al servizio del nulla, di un «nulla che si nutre di niente». Non possiamo rischiare di promuovere una società frivola e annichilita. Con la bellezza della cultura, con la forza della poesia e con il dono del pensiero, possiamo aiutare il fiume Oreto a rinascere e la nostra società a guarire.

Al termine dell’incontro tutti i partecipanti sono invitati il 7 marzo per la festa del fiume Oreto: ospite d’eccezione sarà la moglie di François Mitterand. Noi di certo non mancheremo a que­sto appuntamento importante per la città ma anche per la no­stra coscienza.

*III F - liceo scientifico Croce

 

ASCIONE. «Per noi un’esperienza unica»

In classe le parole di Loi: la bellezza in sé non esiste

DI EMY ALDERIO*

Incontrare il poeta Franco Loi é stata un’esperienza unica più che rara. Si è soffermato in particolare sul concetto di bellezza e stilla funzio­ne della poesia. Ha det­to che non esiste la bel­lezza in sé: essa nasce dal rapporto che l’uomo crea con la natura e con se stesso, sulla base della propria esperienza. Secondo Loi, la poesia è la possibilità che ha l’uomo di creare bellezza. Nella poesia, i suoni aldilà del significato delle parole, muovono le emozioni e la parte della coscienza che è nascosta in ognuno di noi.

Attraverso la poesia, Franco Loi c’invita a conoscere meglio noi stessi e a dare importanza a ciò che ci circonda, perché solo in questo mo­do potremmo migliorare la civiltà umana. La poesia, infatti, modifica positivamente il modo di essere di un popolo. In risposta alle domande rivoltegli dagli studenti, il poeta ha sottovalutato l’im­portanza del dialetto come lingua in evolu­zione, in quanto dotata di maggiore potenzialità espressive e come riflesso della cultura del­le classi popolari. È stato molto emozionante per noi studenti pren­dere parte al dibattito che ci ha consentito di conoscere personalmente un grande poeta vivente e di apprendere direttamente dalle sue parole ciò che di solito impariamo dai libri. Questo incontro ha concluso una fase del progetto, che ha coinvolto molti di noi e ci ha consentito di esprimere le nostre sensazioni in una forma poetica.

*IV B - biochimici Ipsia Ascione

 

PARLATORE. Letti alcuni componimenti

Erba, naturale e spontaneo un dibattito sulle tematiche

DI GIUSEPPE CIANI*

La nostra scuola, capofila del progetto «Una poesia per l’Oreto», ha ospitato nell’ambito della iniziativa il poeta Luciano Erba.

Il maestro, con la sua freschezza, si è aperto anche a confessioni più per­sonali e ha risposto alle domande postegli con molta naturalezza, disponibilità, raccontando anche episodi della sua vita.

L’incontro è stato aperto da una presentazione biografica dell’autore dal­la mia compagna Claudia Butera, al quale ha fatto seguito la lettura di alcune poesie da parte dello stesso poeta, la mag­gior parte delle quali aventi ad oggetto le «geometrie». Un momento importante è stata la lettura di tre poesie vincitrici del concorso interno, scritte da tre ragazzi della scuola, che verranno inserite in un volume a diffusione nazionale. Sono state poste questioni importanti come l’importanza dell’esteriorità e della bellezza nella nostra società o questioni introspettive, seguite anche da domande più personali riguar­do alla sua poesia, all’acrostico e all’utilizzo frequente di capi di abbigliamento o al cambiamento delle tematiche della sua poesia dopo il 1977.

Il poeta ha risposto fra l’altro, per nulla intimorito, che l’esteriorità è ve­ro che ha un peso rilevante, ma è un fatto «normale» e che chiaramente si ripete nel tempo. Inoltre ha parlato della propria fragilità di uomo e di poeta e della prosecuzione del proprio io attra­verso l’abbigliamento descritto, fonte di sicurezza per ognuno di noi.

*III F – Itg Parlatore

 

Secondo Alberghiero. Alcuni in dialetto

I nostri versi scritti sui petali e recitati davanti a Pecora

DI ANNALISA VITALE*

Ho sempre desiderato che le poesie uscissero dai libri e se ne andassero a spasso per il mondo. Ora questo sogno è divenuto realtà grazie al progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità», promosso da Antonio Presti, presi­dente dell’associazione culturale “Fiumara d’Arte”. Ieri la mia classe, insieme ad altre hanno avuto un incontro con il poeta Elio Pecora. Tutto è iniziato alle 10 in aula magna. Il vicario professore Giovanni Di Chiara e la professoressa Girolama Casamento, referente del progetto, hanno presentato al poeta le classi coinvolte al progetto e i docenti.

Emozionante è stato il momento in cui alcuni nostri compagni hanno letto le poesie prodotte per il progetto sul fiume, ed è stato divertente sen­tire recitare quelle che erano state scritte in dialetto. Successivamente sono state formulate alcune domande al poeta sul valore della poesia, sulla sua esperienza di «poeta», su come nasce l’ispirazione. Inoltre sono stati richiesti chiarimenti riguardo alcune sue composizioni. Tutti noi, come previsto nel progetto, abbiamo prodotto fiori di carta i cui petali, contenenti i nostri versi, costituiranno il veicolo per la diffusione della poesia e per la sensibilizzazione dei palermitani «Alla rinascita dell’Oreto e della sua rinascita».

Grazie di cuore ai docenti e alla preside Maria Frisella che ci hanno dato l’opportunità di aderire al progetto di Presti che si è attivato per innesca­re nell’animo degli alunni e dei citta­dini un processo di crescita morale e riscatto.            *I L - secondo alberghiero

 

Don Milani. Pensieri profondi e ricordi

L’arte di Jolanda Insana è entrata nei nostri cuori

DI GIUSY FIORENTINO*

Ieri alla Don Milani con Jolanda Insana la poesia è entrata nel cuore di noi ragazzi.

È stata una giornata indimenticabile perché finalmente siamo stati parte attiva della rinascita dell’Oreto. Abbiamo incontrato la poesia grazie a questa scrittrice messinese, ma che da anni vive a Roma. Ci ha parlato della sua carriera e dell’importanza che il fiume in generale ha avuto nella sua vita. Sentendola recitare, abbiamo capito

che i suoi versi nascono da emozio­ni forti, pensieri profondi, ricordi legati all’infanzia, insomma da un grande impegno civile.

Le parole di Jolanda Insana e la sua disponibilità al confronto, ci hanno trasmesso l’amore per la Sicilia, il gusto per i sapori, gli odori della nostra terra, l’interesse per le cose semplici e l’importanza di coltivare gli affetti, i sentimenti veri come l’amicizia, l’amore come rifugio dalle «storture» del mondo.

Abbiamo anche recitato davanti a lei delle poesie che nei mesi scorsi in attesa di questa giornata avevamo preparato.

Insomma, parlando a nome di tutti i partecipanti del mia scuola, speriamo che la vita di tutti noi studenti possa essere sempre arricchita da giornate come queste che ci danno la voglia di continuare a frequentare con piacere la scuola, perché soltanto con una cultura ed una coscienza si possono davvero cambiare le cose.

*III M - scuoia media Don Milani

 

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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