Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


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Il Manifesto

Sabato 4 Marzo 2006

Lo schiaffo sonoro dell’arte, la provocazione della bellezza. Parte oggi in Sicilia il viaggio della carovana I portatori d’acqua, la manifestazione che coinvolge i ragazzi di 150 scuole in un pellegrinaggio civico dalla fonte alla foce del fiume Oreto, la ferita velenosa all’amianto che attraversa Palermo. L’iniziativa guidata da Antonio Presti, presidente dell’associazione culturale Fiumara d’Arte, e Danielle Mitterand, fondatrice della Ong umanitaria France Libertés, andrà avanti fino all’8 marzo. Prima tappa, l’inaugurazione di una nuovo spazio d’arte all’Atelier sul mare, l’albergo a Castel di Tusa che dal 1991 Presti ha reso un museo avvalendosi di artisti come Ruiz, Plessi, Nagasawa per la decorazione degli ambienti. La stanza dei portatori d’acqua, realizzata in collaborazione con Agnese Purgatorio e Cristina Bertelli, attraverso la successione di due spazi differenti, uno fatto di sale, metafora dell’assenza d’acqua, e un secondo rivestito in rame, conduttore di energia, guida il visitatore verso l’origine della purezza, la consapevolezza di essere acqua simboleggiata da una grande fonte in pietra (www.ateliersulmare.com).

Ma i veri protagonisti saranno i ragazzi giovani portatori di un’educazione alla cittadinanza che riparte dal valore di un bene primario inalienabile, depositari di una vo­cazione alla bellezza che si fa arte del riscatto. A partire da lunedì, infatti, Danielle Mitterand, firmataria del Contratto mondiale dell’acqua, incontrerà i dirigenti di tutte le scuole coinvolte nell’iniziativa, afferenti al territorio di Palermo, Altofonte, Monreale e al quartiere Librino di Catania, affinché il valore dell’accesso all’acqua possa tradursi in un progetto didattico a più voci. Un progetto ibrido che mescola informazione, attività in classe e creatività, a conclusione del quale saranno realizzate 1500 bandiere con interventi di pittura e scrittura da installare lungo i pali della luce di Palermo e Catania. Da un capo all’altro della regione le città comunicheranno attraverso i segni il valore di un accesso negato. Il momento più altamente simbolico dell’iniziativa si svolgerà però nelle giornate del 7 e dell’8 marzo e avrà come oggetto la purezza perduta del fiume Oreto, luogo dimenticato dell’indecenza e del degrado, travolto dagli abusivismi dello sviluppo urbano. I ragazzi si recheranno ad Altofonte, il comune della provincia palermitana al centro del quale sgorga il principale affluente del fiume, per prelevare in recipienti-sculture l’acqua che nasce pura e riversarla alla foce, una discarica a cielo aperto nella periferia sud-occidentale del capoluogo siciliano, che rigurgita rifiuti putrescenti, torbidi liquami illegali, topi e insetti.

Sarà l’arte a salvare un fiume in cancrena? Ci riuscirà la mistica dell’estetica? Da aprile dello scorso anno l’autore delle gigantesche sculture della «Sciumara» nella valle dei Nebrodi, è impegnato in un progetto di riappropriazione civile e di riqualificazione dell’Oreto, che dovrebbe portare entro il 2008 alla costituzione di un museo a cielo aperto lungo il fiume. «L’Oreto è un non luogo a procedere, un mancamento di bellezza rimosso dalle coscienze - spiega Presti - il posto più idoneo per dare libera espressione all’arte come possibilità di cambiamento, portatrice di una cultura propositiva del fare».

Ampia l’intesa alle spalle del progetto di bonifica artistica, che vede il coinvolgimento del comune di Altofonte, dell’associazione Salvare Palermo, del Giornale di Sicilia, della facoltà di architettura dell’ateneo palermitano e di numerosissime scuole. I giovani saranno protagonisti in ogni fase, dallo studio alla progettazione, dal dialogo con gli artisti alla realizzazione. Ciascuna scuola adotterà un tratto del corso d’acqua.

«Il guaio dell’Oreto è di non essere protetto da nessun santo, a differenza del monte Pellegrino su cui sorge il santuario di Santa Rosalia. che ne ha impedito la devastazione ambientale», provoca Giuliano Leone, preside della facoltà di architettura. «Abbiamo attivato 24 laboratori di studio e ricerca, da tempo analizziamo il fiume, forse l’arte come disvelamento consentirà quell’unità di intenti la cui assenza ha finora impedito qualunque azione di recupero e salvaguardia, puntualmente arenatasi durante tutte le amministrazioni. Negli anni dell’amministrazione Orlando, anche grazie all’attenzione della comunità europea, pareva si fosse vicini ad un processo di valorizzazione, poi tutto si risolse in un nulla di fatto. Cancelli, sbarramenti, strani elementi impeditivi ostacolano da sempre la fruizione alla cittadinanza. Un legame soffocato che non ha consentito la nascita di un rapporto sereno tra i palermitani e il corso d’acqua. È un fiume privatizzato. E necessario avviare un percorso di buone pratiche che possa portare alla costituzione di un parco urbano. Un percorso che non può che partire dalla coscienza civile cittadina».

Di parco fluviale della valle dell’Oreto, suddiviso in parco agricolo e parco urbano, parla anche il nuovo piano regolatore della città, che dovrebbe contemplare la riqualificazione del bacino fluviale attraverso la bonifica degli argini la riorganizzazione del sistema fognario e l’eliminazione degli scarichi abusivi in un’area di 20 km di lunghezza e 6 di larghezza. Sui tavoli di concertazione parole d’intesa, ipotesi di finanziamento, carte e parole. Poco di più.

«Altofonte è un paese sull’acqua, non ne abbiamo mai patito la mancanza. Ma conosciamo le cruente battaglie di mafia per il controllo dell’acqua nelle valli coltivate con nespoli e ulivi poco distanti, il liberismo che negli ultimi anni guida la privatizzazione dell’acqua è un ulteriore motivo di preoccupazione», afferma il sindaco della cittadina in cui il fiume ha ancora il suo colore. Can­celli, sbarramenti, i segni tangibili e quelli invisibili della negazione, della deprivazione. 1,5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. 2,6 miliardi non beneficiano di un servizio di bonifica. Dai fontanieri che «monitoravano» l’erogazione d’acqua alle campagne e agli agrumeti alla frammentazione nella gestione delle condotte che rende difficoltosa o impossibile l’individuazione delle responsabilità, dalle dighe mai realizzate a quelle in attesa di collaudo e già in degrado, per finire con quelle alle quali è negata l’autorizzazione per il completo riempimento, in Sicilia il controllo privato dell’acqua ha anticipato di parecchio il liberismo di rapina che dalla privatizzazione degli acquedotti si spinge fino al business delle multinazionali. Un fiume di denaro pubblico, innumerevoli appalti per un problema mai risolto. E c’è chi continua a parlare del ponte....

 

Sefora Sperelli

 

 

L’eclettica. bellezza che sfida il degrado

 

FIUMARA D’ARTE L’avventura di Antonio Presti, creatore del parco scultoreo siciliano

 

Un conduttore di bellezza, così preferisce definirsi Antonio Presti, l’eclettico messinese che negli anni 80 ha realizzato in Sicilia, nel territorio negletto di una fiumara a secco tra Tusa e Santo Stefano di Camastra, inn una vallata tra i monti Nebrodi, il museo d’arte contemporanea all’aperto più grande d’Europa: il parco scultoreo fiumara d’Arte. Lontano dall’idea di un’arte chiusa nei musei, subordinata al pagamento di biglietti e orari di vista, insofferente nei confronti dei circuiti di monetarizzazione che spesso legano artisti, critici e curatori; irriverente verso l’intellettualismo sterile pago di se stesso, la provocazione di Presti passa per la condivisione della bellezza, per un’estetica che non si rappresenta ma si manifesta come valore civile. La sua avventura inizia nel 1983 quando, ereditato un cementificio a Castel di Tusa, decide, sull’onda della commozione, di far costruire un omaggio alla memoria del padre. Avrebbe dovuto essere un ingegnere, ma la vocazione all’arte e l’amore per la sua terra lo portano altrove.

Nasce La materia poteva non esserci di Pietro Consagra, due figure astratte che si fronteggiano formando un geroglifico in cemento dell’altezza di 18 metri. Il messaggio si amplifica dal padre alla conservazione della memoria, alla continuità tra la vita e là morte. Presti mette patrimonio e maestranze al servizio di un sogno.

Seguiranno Monumento per un poeta morto di Tano Festa, Energia Mediterranea di Antonio di Palma e altre sculture monumentali. Le opere vengono realizzate sui terreni demaniali e di volta in volta donate ai comuni limitrofi. Il “dono di una bellezza”, che diventa anche motore di sviluppo turistico in una valle depressa, costa a Presti oltre 10 anni di processi per occupazione del suolo pubblico, deturpamento dell’ambiente, costruzione abusiva. Per lui si mobilitano, la comunità internazionale, la gente, gli intellettuali. Assolto in Cassazione. Viene fondata l’associazione no profit Fiumara d’Arte. Da allora l’associazione ha ideato una serie di iniziative culturali sempre attente a coniugare etica ed estetica per le quali Presti ha attinto esclusivamente alle proprie sostanze. Sono nati così l’Atelier sul mare, un albergo museo con camere interamente progettate e realizzate da artisti, 1 km di Tela, singolare manifestazione nata a Pettineo (un paese della Fiumara) durante la quale una lunghissima tela viene decorata da artisti e abitanti del luogo e poi donata alle case che diventano parte di un mosaico di musei domestici, l’Offerta della parola, il dono della poesia di 50 poeti nazionali che hanno percorso 15 mila km in treno lungo la Sicilia leggendo i loro scritti sulle carrozze. Dal 2002 Fiumara d’Arte è impegnata a Librino, ghetto di miseria e degrado della periferia catanese, con Terzocchio Meridiani di luce (www.librino.org). Un grande progetto di riqualificazione estetica che ha fatto convergere fotografi, videomaker, registi e pittori chiamati a riconsegnare centralità al quartiere escluso dalla polis. L’iniziativa, che si concluderà con la costituzione di uno spazio espositivo permanente che entro il 2006 sarà donato alla città di Catania, ha coinvolto le scuole in tutte le fasi. Non soltanto per scongiurare l’intrusività degli interventi, ma soprattutto per rendere i ragazzi, attraverso la consapevolezza della propria bellezza, portatori di un’identità e di una dignità riscoperte, fautori dell’abbattimento dell’anonimato, problematica comune a tutte le periferie urbane della nostra contemporaneità.

 

SE.SP.

 

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
2003@yahoo.it

Associazione Fiumara d'Arte
Casa d'Arte Stesicorea

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tel./fax 095 7151743

e-mail:
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Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
website:
www.ateliersulmare.it