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QN Quotidiano Nazionale

Venerdì 10 Marzo 2006

GLI ESCLUSI

Nel mondo 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile

 

IL DIRITTO

«Ogni essere umano deve avere accesso gratuito a 40 litri di acqua potabile al giorno»

 

L’EMERGENZA

«Inquinamento e siccità minacciano la nostra sopravvivenza»

 

AMBIENTE

«Allarme acqua. Il mondo rischia l’annientamento»

 

APPELLO

I governi devono intervenire: 34mila persone ogni giorno muoiono di sete

 

E’ una questione di vita o di morte. Non c’è un solo giorno da perdere. L’assottigliamento dello strato dell’ozono e l’inquinamento dell’acqua porteranno all’annientamento del genere umano. E questa tragedia potrebbe avverarsi nell’arco di pochi decenni, non di secoli o di milioni di anni. I governi di tutto il mondo devono prendere coscienza di ciò e impegnarsi per dare a tutti i cittadini e non solo a quella parte di privilegiati che ne godono, l’acqua potabile gratuitamente».

Parla Danielle Mitterrand, 81 anni, vedova di Francois, presidente della Repubblica francese dal 1981 al 1995. Casco di capelli fulvo che le incornicia il viso, occhi grigio azzurri mobilissimi, parla lentamente, ma le sue parole sono pietre scagliate contro l’indifferenza, l’egoismo, la logica del profitto che «potrebbe condannare il mondo all’annientamento».

Presidente di France Liberté, la Fondazione nata nel 1986 come ‘ong’, organizzazione non governativa, che si batte contro la povertà e per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, dal 2001 la Mitterrand ha dato vita alla prima “Coalizione mondiale contro la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua”. La incontriamo all’Art Hotel Atelier sul mare di Castel di Tusa (Messina) invitata da Antonio Presti, presidente di Fiumara d’Arte per promuovere, attraverso il progetto “I portatori di acqua”, una nuova cultura che riconosca l’acqua come un bene comune dell’umanità.

«E’ una questione di vita o di morte» esordisce. «Chi mette al mondo un bambino oggi non è sicuro che i suoi figli potranno vivere a causa di due fattori: il buco dell’ozono e l’inquinamento dell’acqua, che può portare alla fine del genere umano nell’arco di pochi decenni. 1,5 miliardi di persone non hanno l’accesso all’acqua potabile, e 2,6 miliardi non beneficiano di un servizio di bonifica. Ogni giorno 34mila persone muoiono di sete».

Un’emergenza insomma da affrontare senza indugi…

«Siamo di fronte ad una situazione intollerabile causata da una politica mondiale che non può e non deve andare avanti. L’acqua è diventata una questione fondamentale per l’ambiente, per il settore sociale, per l’economia nel mondo. L’acqua è un elemento costitutivo della vita e va considerato come un diritto fondamentale dell’uomo e, in quanto tale, come un bene comune, patrimonio dell’umanità, escluso da ogni logica di mercificazione. Il 25 ottobre la mia Fondazione ha lanciato la campagna di sensibilizzazione per il diritto all’acqua libera, potabile e gratuita per tutti».

Cosa dovrebbero fare i governi del mondo per rendere l’acqua un diritto accessibile a tutti?

«Tre cose. Anzitutto attuare gli impegni che sottoscrissero nel Forum di Rio de Janeiro sulla distribuzione dell’acqua potabile ed il risanamento dei fumi e delle falde acquifere. Secondo iscrivere nelle Costituzioni dei loro Paesi e nel Trattato dell’Unione Europea il diritto all’acqua come diritto fondamentale dell’umanità. Terzo: assicurare ad ogni essere umano fin dalla nascita l’accesso a 40 litri di acqua potabile al giorno gratuitamente».

L’8 gennaio “France Liberté” ha lanciato il movimento dei “Portatori d’acqua”. Di cosa di tratta?

«E’ un movimento che abbiamo promosso tra tutti quelli che hanno a cuore il genere umano e ritengono che l’acqua è una risorsa indispensabile per la sua vita e nello stesso tempo limitata, che va difesa dai suoi molti nemici, a cominciare dall’inquinamento e dallo spreco, e valorizzata attraverso la sua gestione pubblica che può garantirne l’accesso a tutti. Ognuno, individualmente o organizzato collettivamente, può diventare “portatore d’acqua” sottoscrivendo i principi della Carta per la difesa dell’acqua».

Cosa prevede la Carta?

«Prevede tra l’altro che i servizi di distribuzione e di bonifica dell’acqua restino in mano pubblica ma anche il prelievo dell’l% del budget dedicato alle spese militari da destinare alla realizzazione delle infrastrutture idriche e di bonifica nei paesi dove sono assenti o inadeguati».

 

GIAMBATTISTA PEPI

 

 

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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