Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
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Storia della Fiumara

Lucia Rosano

Monumento per un poeta morto (1990) Tano Festa


Un imprenditore quarantenne che lavora nel settore dei cementi e bitumi a Santo Stefano, in provincia di Messina, nel 1983 ha ideato il Museo all'aperto "Fiumara d'Arte", situato lungo il torrente Fiumara, in dialetto siciliano "a' Sciumara", a poche decine di metri dal mare di Tusa, a due passi da Santo Stefano di Camastra e da Mistretta, due dei paesi più belli dell'isola: "…il progetto della Fiumara è nato quando è scomparso mio padre. E' un progetto che ormai si identifica con la mia stessa vita e al quale chiamerò a collaborare artisti vari e dal cuore grande. La Fiumara è concepita come un succedersi di opere lungo un percorso che si snoda dalla montagna al mare. La prima magnifica realizzazione, alta 18 metri, l'ha concepita Pietro Consagra… Lo so che a molti posso apparire stravagante, ma preferisco rischiare anche l'impopolarità pur di portare a termine il mio sogno". La morte del padre lo aveva portato a pensare all'arte come luogo spirituale dove vi fosse continuità fra la vita e la morte, infatti l'idea iniziale di Fiumara era quella di porre all'ingresso del torrente una grande croce con scritto in maniera visibile il nome del padre, Angelo Presti, come "monumento" commemorativo, ma l'idea decadde immediatamente quando Antonio Presti (questo è il nome dell'imprenditore) intese questo gesto come un modo possibile per tradire il senso dell'arte, chiudendo quindi ogni legame con l'infinito, dal momento che il simbolo cristiano non riusciva ad approfondire un discorso di elevazione spirituale universale; da qui la scelta delle grandi opere dell'arte astratta per riunire la spiritualità di tutti. Dall'omaggio al padre si è passato all'omaggio alla Sicilia, e quindi alla voglia di dare origine a un qualcosa che poteva essere di tutti e potesse avere un significato per coloro che avevano la possibilità di contemplarle. 
L'opera d'arte proietta l'uomo in un'altra dimensione, poiché lo rende un grande essere dal momento che la sua esistenza si spinge più in là del tempo materiale che esso ha per vivere, questo è quello che ha spinto l'ideatore di Fiumara a iniziare e poi continuare questo grande progetto nonostante le difficoltà che si sono dispiegate durante il cammino: "…ho trovato il mio equilibrio, la mia serenità, solo nel progetto della Fiumara la quale, per inciso, ha un letto che in alcuni punti raggiunge gli ottocento metri di larghezza e si snoda in un percorso tortuoso lungo circa dieci chilometri. Quindi c'è posto per tantissime opere! Se non sarò io a completare il lavoro, lo farà chi verrà dopo di me…" .
Il fatto che il progetto Fiumara nasca proprio in Sicilia è curioso, dal momento che stiamo parlando di una regione dove gli abusivismi e le speculazioni edilizie sono all'ordine del giorno, e invece ci troviamo di fronte a una denuncia alle ingiurie chiamando in causa la sensibilità che dovrebbe essere insita in ogni uomo, a fare una protesta con dei giganti artistici che silenziosamente vogliono fare sentire la propria voce urlando nel paesaggio verso l'infinito di chi le osserva; la loro grandiosità si perde nell'estensione delle colline e si sposa a meraviglia con quella rigogliosità silente, non facendo la stessa violenza o non rendendo la stessa pesantezza di quelle case nate nell'incuranza. Interessante è come il quotidiano "Avanti", in un articolo del 16 ottobre 1986, inizia a parlare di "Fiumara": La Sicilia ci prova ancora e riesce a far parlare di sé non per qualche orrendo delitto di mafia o per raccontare il crollo di qualche palazzo reso malfermo dalla speculazione edilizia, oppure per i più innocui limoni e aranci che profumano il suo cielo, azzurro anche in ottobre, o per quel mare divino troppo spesso condito di nafta e petrolio. Ecco come la silente risonanza di un'azione artistica può smuovere l'interesse della gente, ormai stanca delle solite notizie catastrofiche, ma bisognose di una spiritualità antica.


Albergo
-museo Atelier sul Mare

L'importanza di "Fiumara d'arte" sta nel fatto che è il primo museo d'arte contemporanea che sorge in Italia, è un progetto da ammirare e condividere dal momento che la scultura sorge e vive con il territorio circostante sposando bene con la natura e il suo essere, ma non solo, anche con gli abitanti stessi, che si trovano a contemplare e comprendere ciò che normalmente è reputato incomprensibile da chi non fa arte; in questo caso il linguaggio artistico diventa universale e alla portata di tutti, perché non viene chiuso nelle quattro mura praticate solo da persone "del settore". La condivisione del pubblico a questo tipo di comunicazione è resa nota dallo stesso Antonio Presti che racconta della partecipazione entusiasta degli abitanti del posto che sono intervenuti alle inaugurazioni che hanno segnato le tappe del Museo, presenti insieme anche le maestranze che hanno eseguito i lavori, fieri del proprio operato nella costruzione di vere e proprie opere d'arte, che grazie a loro sono diventate reali; questi ultimi sono presenti spiritualmente e materialmente nelle opere con i loro nomi inseriti nella creazione come parte fondamentale affinchè la scultura abbia potuto esistere. 
Questo aspetto è fondamentale per capire tutta la spiritualità contenuta in queste opere che nascono da un'importante collaborazione fatta di uomini e voglia di fare qualcosa che sia nutrimento per l'essere umano; e per spiegare questo, bisogna sapere che Presti ha potuto costituire con i suoi operai e le loro mogli una comunità che si fonda su principi utopici: tutti abitano nelle case adiacenti alla cementeria e si mantengono con i prodotti che loro stessi coltivano e producono, in questo modo viene esaltata quella componente di unione e collaborazione presente in tutta questa azione che torna a far avvicinare l'uomo allo spirito. Antonio porta alle spalle una singolare storia: alla morte del padre, studiava ancora ingegneria, molla tutti gli studi perché deve portare avanti un'impresa; parenti e conoscenti pensano che da questo momento la cementeria abbia ancora poco tempo da vivere, anche il padre in punto di morte gli dice di liquidare tutto perché tanto non ce l'avrebbe fatta senza di lui per più di sei mesi ma, con grande sorpresa di tutti, il giovane si tira su le maniche, la porta avanti e non solo, riesce persino a creare una "Città dell'utopia" dove operai e datore di lavoro vivono, lavorano e mangiano insieme, così chiamata dagli studiosi visto che la sua struttura moderna fu concepita in un unicum dal principe Giuseppe Lanza, duca di Camastra, cui il paese fu dato in feudo. Le mogli degli operai invece portano avanti i negozi all'interno della cittadina, alla quale vengono anche a rifornirsi i turisti della zona, aiutando così la loro economia. E poi nasce anche l'interesse per l'arte e per la sua capacità di unire l'uomo all'infinito, la terra al cielo, il presente al passato, e nasce "Fiumara d'arte", resa possibile da questo stretto rapporto tra Presti e i suoi operai pronti a sacrificare il tempo libero per una costruzione insolita, che loro sanno avere risonanza nel tempo futuro. Allora Presti oltre che quella dell'imprenditore, incarna anche la figura del mecenate, un mecenate però singolare che usa denaro proprio invece che pubblico, agendo singolarmente e non attraverso enti o società. Sì, Antonio Presti è certamente un mecenate all'antica, nel senso appunto che regala del suo, però in una terra come la Sicilia dove tra la grande aristocrazia e il popolo non c'era nulla (non una borghesia illuminata, non una classe imprenditoriale attiva) i mecenati di un tempo erano raffinati e capricciosi aristocratici, capaci senza dubbio di materializzare le proprie fantasie anche "mostruose" (vedi la Villa Palagonia, detta appunto "Villa dei mostri"), ma tutt'al più il loro mecenatismo beneficiava gli artisti e gli artigiani locali, cui commissionavano le opere, non l'intera popolazione, visto che tutto restava strettamente di proprietà privata. "E poi - chiede ridendo Antonio Presti - lo vedete voi il principe di Palagonia che impasta cemento con gli operai . 
Il binomio natura-uomo, segreto della civiltà Mediterranea, rivive in questo territorio; la cultura diventa allora un risveglio dell'energia antica che ha mosso l'uomo e che gli ha permesso un viaggio, il viaggio verso la propria grandezza attraverso lo sviluppo del proprio essere. Credo che in tutto ciò l'uomo possa aver voluto creare una tensione verso il Divino, si avverte un desiderio di assoluto e di innalzamento verso l'infinito attraverso un linguaggio universale, tentando un collegamento fra terra e cielo, fra materia e spiritualità, fra scultura e musica: "Le opere dentro il letto del fiume dovranno suonare al vento, come delle enormi arpe eoliche", diceva Presti quando "Fiumara d'arte" era ancora un'idea.
Sembra quasi di vivere in uno di quei libri che parlano della città ideale di inizio '900, quando la spersonalizzazione del lavoratore allarma tutti i filosofi che si muovono verso una direzione a sostegno dell'umano; in questo caso sembra che nella nascita di "Fiumara d'arte" sia stata fondamentale l'esistenza di un mondo così diverso, tutte le cronache del 1986 sottolineano l'esistenza di questa "comunità", se così si può chiamare, e ne raccontano anche fatti che apparentemente si allontanano dal discorso artistico, ma fondamentali per capire il bisogno che può spingere un uomo a inoltrarsi in un'avventura come questa: la richiesta di una spiritualità, collaborazione fra uomini, uguaglianza da estendersi a tutti in un linguaggio universale, attraverso un rapporto che mette in risalto l'uomo con la sua unicità, aspetto che viene esaltato al massimo con l'opera d'arte, prodotto della sensibilità dell'umano e portata all'esasperazione da un vissuto che si stacca da ogni luogo comune.
L'attuazione di un progetto umano allargato anche agli operai trova comunque degli ostacoli innalzati proprio da loro, dal momento che questa inusualità li porta ad aver bisogno sempre e comunque di un giuoco di ruoli a cui Presti non vuole stare: il padrone è quello e non si può esulare con lui nel rapporto più intimo della vita privata. Ma alla fine la costruzione di "Fiumara" lentamente li avvolge di interesse e si trovano ad illuminarsi quando parlano dell' "impresa d'arte" in cui "il padrone" continuamente li coinvolge . 
Un fatto curioso risale all'estate 1987, quando Presti decide di costruire una cappella ex-voto per la moglie di uno degli operai operata di tumore; anziché riposare per la siesta, mossi da un sentimento, i lavoratori battono chiodi e viti su lamiere di vecchi camion smontati, usati per costruire le pareti della cappella, ed eseguono un assemblaggio, tra una ready-made di Duchamp e una happening Beuysiana dove, ad una altare di mattoni gialli vengono messi in cima un piccone e una pala e infine collocata una Vergine Immacolata incantevole trovata da Antonio nel retrobottega di un rigattiere di Messina.


La materia poteva non esserci (1986) Pietro Consagra

Ma l'interesse di Presti per l'arte non nasce in occasione di "Fiumara", già era radicato in lui da tempo e questo è possibile constatarlo da un'intervista fattagli nel 1987, dove la giornalista, una volta salita nel suo appartamento, descrive le opere presenti nelle diverse stanze: un letto di Ceroli è ancora imballato nella stanza del padrone di casa e negli immensi saloni imbiancati a calce la sua collezione (quella privata). Sul tavolo di granito rosso (a venti posti) la lieve scultura di Castillo, riccioli di ferro che sembrano ritagliati con una forbicina, mentre un'altra opera dello stesso scultore (un nome emergente nel mercato dell'arte internazionale) sembra inventata da Mirò e Chagall, mescolati insieme da forme fiabesche. In vetrina il vascello di Melotti e, poco distante, il bozzetto delle scale a pioli dello stesso artista (lo lasciò a Presti poco prima di morire), che daranno l'assalto al cielo, una volta collocate nel greto del torrente di Tusa (l'opera realizzata in cemento armato e acciaio, toccherà i 45 metri di altezza, e dalla campana che la completa echeggeranno per la valle i suoni di una sinfonia ispirata al vento, e scritta dal compositore Sciarrino). Ma seguitiamo il giro nelle due sale-museo dell'appartamento di Antonio; lenzuola colorate, rosa, celesti e bianche con vividi e geometrici stamps, il tutto firmato Consagra, sono inchiodate sottovetro alle pareti o al soffitto: un altro lenzuolo, ancora più grande, a fiorami, ha al centro "Il ritratto di Seca" (ed è questo il titolo della composizione, firmata dell'americano Robinson): Seca è la più celebre pornostar Usa. Ancora sculture di Consagra e Pietro Cascella (inoltre Andrea Cascella sta lavorando per un bozzetto per la Fiumara d'arte), due bei quadri di Franco Angeli - "Tramonto" e "Aquila imperiale" - l'immenso cielo tempestoso di Luisa Zambelli, il "modulo in legno di Emanuele Viscusi (giovane conterraneo al suo debutto, ma Antonio Presti mescola senza complessi nomi nuovi e già celebri) e i cut-out, o dipinti ritagliati del texano Rolando Briseno. Briseno arrivò qui al falansterio di Santo Stefano di Camastra, perché il suo studio di NewYork era bruciato, e degli amici gli avevano dato l'indirizzo di questo "eccentrico" imprenditore siciliano, che l'ospitò infatti per sei mesi.

Andiamo adesso a visitare più da vicino le opere che costellano la Fiumara d'Arte affrontando un percorso difficoltoso fra l'aspro paesaggio siciliano, per cogliere le sensazioni profonde, come visitatori, ed entrare in quel pensiero e realtà dove la bellezza è ricerca e fondamento dell'azione artistica di Antonio Presti. Cogliamo infatti l'evolversi della sua concezione artistica, che si sposta dall'interesse dell'oggetto artistico in sé e per sé, verso una direzione che intende abbracciare una dimensione universale a far sì che ne risulti una più tenace e forte opera d'arte, la quale importanza è data dalla totalità dell'insieme.

 

 

 

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Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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